COMUNIONE SPIRITUALE CON UN GRANDE PAPA

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3 OTTOBRE 2016 – Davanti ad una delegazione di cittadini di Burghausen, il vescovo di Sulmona e Padre Georg Ganswein, segretario personale di Papa Benedetto XVI, hanno inaugurato il monumento che ricorda la visita di Papa Ratzinger nel luglio 2010 a Sulmona.

La cerimonia è stata percorsa da una visibile commozione manifestata dai cittadini tedeschi, giunti per la prima volta o tornati dopo la “giostra cavalleresca” nella Sulmona gemella; tanto più che proprio nelle stesse ore si diffondeva la rivelazione, di mons. Georg Ganswein, di un Papa Ratzinger afflitto dal 1994 da parziale cecità e, ciò nonostante, impegnato a prendersi cura della Chiesa dalla posizione più impegnativa, nel momento di maggiori conflitti interni, esplosi dopo un pontificato lungo.

Avrebbe volentieri fatto a meno di lasciare o anche solo di ridurre i suoi studi teologici, ma, come ha rivelato Papa Francesco, Ratzinger fu mandato a “fare il Papa” per combattere la corruzione. Opera immane nella Curia di Roma; basta rileggersi i sonetti di Belli, tanto per dire. Non ce l’ha fatta, ma il suo affetto per Sulmona lo ha sempre manifestato da quella visita e continua a manifestarlo: motivo sufficiente perché Sulmona lo ricambi. Quanto alle critiche per la sistemazione della statua vicino all’abside di San Panfilo, avessimo visto una presa di posizione sulla “Perdonanza” dell’Aquila, fatta inventando molte frottole a fini turistico-sportivi. Le cose che si fanno a L’Aquila convincono pure quelli che con la Chiesa non hanno alcun punto in comune? Gli unici a restare scettici, anzi proprio increduli sui miracoli della “bolla” celestiniana (insieme a tutte le indulgenze annullate da Bonifacio VIII contestualmente alla istituzione del primo Anno Santo nel 1300)  siamo noi, che però quando un Papa compie un gesto rivoluzionario e si dimette ci sentiamo in comunione con lui perchè ha il coraggio di andarsene dopo aver avuto il coraggio di accettare.