CON LA CHIUSURA DEL GRAN SASSO IL COLOSSEO RISCHIA DI RESTARE ISOLATO

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LE FAKE-NEWS DI CARUSO, PEZZOPANE, BIONDI, RAI

13 MAGGIO 2019 – Ore drammatiche per i collegamenti autostradali dell’Italia: si rischia (avevamo sperato di esserci sbagliati, ma è così) che l’Italia stessa venga divisa in due se da domenica prossima si chiude il tratto di A24 tra L’Aquila e Teramo. Tutte le istituzioni, dall’Università alla Provincia dell’Aquila, dal Comune dell’Aquila (e quando manca?) alla Regione, hanno preso posizione contro la prospettiva di chiusura da parte della “Strada dei Parchi” che non vuole sopportare ancora il peso della responsabilità di inquinamenti, per i quali deve già rispondere in sede penale giudiziaria da settembre.

Meglio riflettendo, abbiamo ipotizzato che il nostro scetticismo sulla utilità del traforo del Gran Sasso fosse frutto del solito campanilismo tra Sulmona e L’Aquila: invece lo dice il presidente della Provincia dell’Aquila, Caruso, che “che il danno, oltre che per la città dell’Aquila e la provincia, si ripercuote sull’intera nazione, collegando il traforo il tirreno con l’Adriatico” e già in quella iniziale minuscola del mare vicino Roma vuole confermare la sua nuova vocazione Aquilocentrica, che tra poco lo porterà a dire (come gli Inglesi dicono, quando c’è burrasca e la Manica non è navigabile, che “Il continente è isolato”) che Roma è isolata da Teramo per la chiusura del Gran Sasso e che le visite al Colosseo scemeranno improvvisamente. Su questa strada si avvantaggia la deputata aquilana Stefania Pezzopane.

Questi esemplari in via di estinzione di un allarmismo per allocchi non accennano minimamente all’esistenza della A25, che da Torano porta dritti dritti ad Avezzano-Sulmona-Pescara, garantendo non solo i collegamenti tra l’Abruzzo e l’Adriatico, ma anche tutti quelli che pare siano da inquadrare nella direttrice Civitavecchia-Ortona, che dovrebbe poi assicurare i traffici commerciali lungo la traiettoria dalla Spagna ai Balcani-Ucraina e dove il diavolo porta. Orbene, che Caruso e Pezzopane (il primo, in genere, propenso a beccare la seconda minacciando di spiegare al colto e all’inclita quali spese forsennate la seconda affrontava per gozzovigli vari quando occupava il posto ora suo) si trovino d’accordo a sostenere, insieme al sindaco dell’Aquila, la fake-new dell’Italia tagliata in due e dell’isolamento dell’Abruzzo per la chiusura del Gran Sasso può essere una conseguenza del fatto che non studiano bene la geografia o, peggio, che stanno in malafede per proteggere il proprio collegio elettorale (la Pezzopane) o le sfere di influenza dell’ ente che rappresenta (Caruso); ma che pure Rai-news 24, nel servizio di domenica notte, si sia adagiata su questa scempiaggine senza neanche controllare la mappa delle autostrade italiane è segno che contro la “disinformazia” è arduo combattere.

Presi da scrupolo di verifica delle nostre solitarie convinzioni, abbiamo sfogliato il Corriere della Sera, che di isolamento italiano non parla neppure lontanamente, pur riportando in diversi articoli le posizioni di vari protagonisti di questa mezza disfatta della logica e della cultura. Del resto fu il Corriere della Sera che negli Anni Settanta si oppose giustamente all’assurdo sdoppiamento della autostrada da Roma all’Adriatico; e cercò di sensibilizzare fin quanto poteva gli Italiani sullo sperpero e la violenza alla natura che dalla “doppia canna” del traforo sarebbero conseguiti.

Il vero motivo per il quale si tinge a colori forti un quadretto miserevole di un angolo remoto della viabilità italiana sta proprio nella smentita che da Caruso a Pezzopane a Biondi e compagnia bella è temuta come la vera rivelazione dello sbarramento che andrà in onda da domenica prossima: camion, tir e autovetture di vacanzieri, di agenti di commercio, di pendolari, di professionisti, continueranno a collegare Roma e l’Adriatico, Firenze e il Molise, le Marche e la Campania, tutti passando per Torano-Avezzano-Sulmona e Pescara o per Pescara-Sulmona-Roccaraso. Nessuno si accorgerà della chiusura del Traforo se non dalla cartellonistica all’imbocco della A24 a Roma e della A25 a Pescara.

E se qualche giornalista di buona volontà al Corriere della Sera andrà a rispolverare gli archivi, potrà dimostrare che una volta tanto la battaglia contro gli sperperi del Sud era giustificata e fu sconfitta perché ci sono delle forze, a L’Aquila, capaci di convincere le pietre, o i gran sassi, che quella è la capitale d’Italia e d’Europa e fra poco scipperà il primato alla Grande Mela.

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