Consiglio provinciale a Sulmona: purchè non sia un rito

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SULMONA, 25 novembre – Può essere solo un inutile allestimento: il Consiglio Provinciale che è previsto per lunedì alle 15 a Palazzo San Francesco

sarebbe solo l’applicazione di un principio di decentramento formale che contrasta visibilmente con l’accentramento di tutte le risorse, ancora una volta, sul capoluogo e non soltanto per la ricostruzione, quanto, più che altro, per riaffermare che uffici e strutture debbono rimanere accentrati più che mai, nonostante la impossibilità di farli funzionare.

Ma difficilmente il “Consiglio” sarà solo una formalità. E’ stata troppo grande la “gaffe” sull’edificio del Liceo classico, dato per spacciato e non più riparabile con criteri adeguati alla normativa antisismica, ma, pare, mai sottoposto effettivamente ad una analisi strutturale completa ed esauriente. Le forze politiche, soprattutto quelle di minoranza, hanno reagito con una fermezza che non era più prevedibile, vista la rassegnazione che ha pervaso la cittadinanza dopo l’esclusione dal “cratere” dei Comuni terremotati.

La Provincia, nella sua sostanziale inutilità, rischia però di costituire il freno e il soggetto deviante delle risorse per la ricostruzione o per il riassetto del patrimonio edilizio sulmonese. Ed è opportuno sottolineare che chi rappresenterà la Provincia lunedì pomeriggio rivestirà il non gratificante ruolo di ricevere la protesta per un anno e mezzo di inadeguatezze. In tale contesto, la funzione del sindaco di Sulmona Fabio Federico non potrà essere di certo quella del pompiere, figura che non è solito ricoprire per carattere (interpellato a tale proposito, ha detto oggi che, semmai, farà da benzinaio); è opportuno che, nella sede principale della dialettica democratica, il “Consiglio” prenda atto di quanto inaccettabile è stata la conduzione dell’ “affaire” del Liceo, volta a pervenire alla conclusione assurda che l’edificio degli ex gesuiti a Piazza XX Settembre doveva rimanere uno scatolone vuoto, senza prospettive, proprio laddove si afferma (e si spendono cifre colossali) di voler ricostruire tutti gli edifici della Provincia nel centro storico dell’Aquila.