Continueranno a nascere solo i burattini

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SBIC VEDE MANOVRE INDECENTI SULLA SOPPRESSIONE

3 MARZO 2015 – Fa un parallelo con Pinocchio e il suo naso che si allunga il gruppo consiliare di “Sulmona Bene in Comune”

quando parla della questione del punto nascite dell’ospedale, soppresso insieme ad altri tre in tutto Abruzzo: secondo “Sbic” c’è una regìa in tutto questo. “Ci riferiamo alla richiesta da parte degli amministratori regionali che chiedono a noi di giustificare la presenza nel nostro ospedale di un punto nascita. La risposta è già sulle loro scrivanie da tempo con una presentazione di una piattaforma completa e una serie di richieste specifiche che vanno dalle strumentazioni (quelle presenti sono vetuste) fino al nuovo primario di ginecologia (non in odore di pensione ma giovane e attrattivo) passando per l’attivazione a Sulmona della casa parto intraospedaliera (l’unica in sud Italia) alla parto analgesia (da concedere in organico).Piattaforma presentata e condivisa da tutto il Consiglio comunale ed è per questo che non ci sogneremo mai di dire che Ranalli, il nostro Sindaco (come qualcuno ha fatto con il presidente della Regione) possa essere paragonato a Pinocchio, no Pinocchio no… anche perché Pinocchio è un burattino, ma senza fili. Se continuiamo a cedere e a credere a chi dall’alto ci dice di stare buoni che tutto si aggiusterà cominciamo davvero a pensare che qualcuno è legato ai fili dei mangiafuoco davvero affamati.Se proprio le dimissioni sono sembrate un po’ troppo, per non lasciare il buco amministrativo visto che tutte le maschere sono dello stesso colore, sarebbe stato il minimo presentarsi a mangiafuoco senza più tessera e senza più fili.

È successo con il punto nascite, succederà con il tribunale ecc ecc se non smettiamo di andare in fila per due.

E se ad Atri il teatrino ha avuto il coraggio per protesta di chiudere le urne perché non più rappresentati a Sulmona presidente vicesindaco e consigliera sono andati ad ingrossare le file…sì, IN FILA PER DUE”.

Una brevissima puntualizzazione: per il tribunale non è che “succederà”, perchè è già successo. La soppressione è legge da circa quattro anni e tra meno di tre sarà eseguita come in tutte le città italiane nelle quali i tribunali non coincidevano con le sedi dei capoluoghi di provincia.

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