Per Bussi la Procura evita il giudizio dell’Aquila e va in Cassazione

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Pescara sotto viadotto a Bussi gennaio 2015

E RICORRONO ANCHE GLI IMPUTATI “PRESCRITTI” 

3 MARZO 2015 – La Procura della Repubblica di Pescara ricorrerà davanti alla Corte di Cassazione contro la sentenza della Corte d’Assise di Chieti

che ha assolto gli imputati dalla ipotesi di avvelenamento delle acque della Val Pescara. Sarebbero orientati a ricorrere alla Corte di Cassazione anche gli imputati che sono usciti dal primo grado di giudizio con la pronuncia di prescrizione del reato di disastro ambientale.

L’iniziativa della Procura di Pescara di saltare il giudizio di appello davanti alla Corte aquilana può essere interpretata sotto vari profili. Da un lato risponderebbe alla esigenza di un vaglio della corte di legittimità sulla qualificazione del reato e sulla logicità del percorso seguito dai giudici dell’assise; senza, quindi, una considerazione nel merito e senza una rilettura e una diversa interpretazione delle acquisizioni istruttorie. I ricorsi “per saltum”, cioè quelli proposti direttamente alla Corte di Cassazione, sono una autentica rarità nel panorama della esperienza giudiziaria.

Il ricorso degli imputati contro la prescrizione, invece, non si presta a nessuna altra interpretazione se non quella di rimuovere un accertamento di responsabilità penale per le ipotesi risalenti nel tempo e per le quali si è maturata la prescrizione: esattamente il contrario di quello che la stampa in coro ha strombazzato all’indomani della sentenza in ordine alla mancanza di colpevoli.