Contrasti sulle linee di sviluppo della sanità

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C’è qualcuno che non vuole l’Ospedale“Stupefatto. esterrefatto, stupito, allibito o forse solo avvilito. Ecco le sensazioni che si sono accavallate stamattina quando ho letto il giornale. La CGIL è contraria alla costruzione di un nuovo ospedale !!!!” commenta così il Sindaco di Sulmona Fabio Federico la nota diramata dal sindacato che ha ravvisato nella progettazione di un nuovo ospedale il modo, per i responsabili della sanità, di eludere il problema del potenziamento del nosocomio di Sulmona.

 Più in particolare, la CGIL si chiede perché il direttore generale della ASL non presenti il piano industriale e perché non spieghi quale ruolo avrà l’ospedale di Sulmona per le attività specialistiche. Ed inoltre, quale progetto ha il direttore generale Silveri per la “rete di emergenza-urgenza sul territorio”. Invoca un consiglio comunale straordinario per affrontare tutte le tematiche idonee a scongiurare la “marginalizzazione dell’ospedale peligno”.

Il Sindaco individua in questo atteggiamento una posizione perdente: “Sono lontani – dice –  i tempi nei quali i  nostri padri costruivano il ponte Capograssi, il palazzetto dello sport, la nuova ala dell’ospedale, il palazzo dell’INPS, quello della TELECOM, nuove strade, nuove scuole. Oggi pensare in grande è diventato quasi un esercizio di fantasia più utile a coltivare un amore ormai morente per questa città che alla città stessa.

“E’ difficile oggi solo pensare ad una nuova strada, a nuove scuole, i soldi non ci sono, oggi ! Ed il futuro sembra ancora più tetro. Così immaginiamo che il casello autostradale rimarrà quello che c’è , lo stadio e la ferrovia lo stesso, le strade e le scuole anche, finchè reggono. Insomma ci rassegniamo quasi ad osservare, attraverso il lento ed inesorabile decadimento delle sue strutture, l’agonia e poi la morte di quella che un tempo fu una grande città. Ci chiediamo allora se in noi sulmonesi esistano ancora quei geni appartenuti agli avi che costruirono l’acquedotto e ai bisnonni che edificarono il teatro Caniglia o se ce li siamo annacquati con quelli dei peones che fanno la siesta tutto il giorno”.

Non tutto sembra perso, peraltro, perché il dott. Federico intravvede una potenzialità negli strumenti legislativi che renderebbero possibile la realizzazione: “Non solo a Sulmona non sparirà l’ospedale, ma c’è il finanziamento per costruirne di nuovi in Abruzzo ed in capo alla lista c’è proprio Sulmona. Forse perchè è il più malridotto? Forse perchè qualcuno ha lavorato bene? Forse è un contentino per la delusione dell’esclusione dal cratere? Non si sa. Si sa invece che dopo un buon quarto di secolo in città arriva una cosa nuova: si costruisce un nuovo ospedale !

“T’immagini entusiasmo, senso di rivalsa verso un destino crudele o solo una speranza che si accende come una fiaccola calda sul futuro dei nostri figli.

“Niente di tutto questo ! C’è la CGIL che sentenzia solennemente che l’ospedale non s’ha da fare. E immagina cosa penseranno quelli che lo volevano prima di noi e magari senza di noi !

“E’ vero – conclude il sindaco – che dalla città in cui c’è gente che critica l’arrivo del Papa forse non è lecito aspettarsi molto di più, ma addirittura prendersi a randellate sulle gonadi ad ogni piè sospinto è un gioco che non capisco e credo faccia male. Aiuto !!!”