Srour se ne va: “La Provincia non ricostruisce”

246

Nell’arrembaggio di tutti per arrivare sotto i riflettori della ricostruzione, fanno notizia le dimissioni dell’assessore provinciale, Mimmo Srour. Ha detto semplicemente che la Provincia non ha competenze sul punto e che, quindi, rimanere significherebbe perdere tempo. E’ stato invitato a ripensarci, ma con garbo e fermezza ha ribadito la sua posizione. Pare che avesse accettato quella delega perché c’era in vista l’accorpamento del settore della Ricostruzione con quello dell’Urbanistica, saldamente conservata dal Presidente Del Corvo. Quello che stupisce è il pensiero espresso da Del Corvo, secondo quello che riferisce Il Centro : “E’ nostro dovere continuare a lavorare, con grande senso di responsabilità nei confronti della popolazione, nei limiti delle competenze che questa Provincia possiede”, cioè nei limiti di zero, per quello che riguardava Srour. “I cittadini della provincia conoscono bene quanto questo Ente si stia adoperando per dare risposte concrete ai loro bisogni”. Sinceramente, pur abitando in provincia, tutta questa conoscenza non ce l’abbiamo e, se domandiamo a qualcun altro, ne sa meno di noi. Ma il Presidente incalza: “Non possiamo far venire meno il nostro impegno quotidiano, così come stiamo facendo”. Ma Srour doveva impegnarsi a non far niente o a… ricostruire castelli in aria? “La nostra funzione – è l’affondo finale di Del Corvo –  è quella di essere al servizio dei cittadini, in modo determinato e responsabile, al fine di rispondere alle esigenze della collettività”. Quindi Srour resti al suo posto inutile. Se fossimo in lui cominceremmo a pensare che lo scopo della designazione ad assessore di una ricostruzione impossibile fosse quello di tenerlo con le mani in mano e che le “esigenze della collettività” fossero quelle di non farlo muovere. Basterebbe per lui tentare la prova del nove e dichiarare di essere disposto ancora a fare l’assessore, ma con una delega diversa. Se Del Corvo gli crea la delega per la Difesa o per i Rapporti con il Parlamento, allora non ci sono più dubbi.