Coristi al buio per cambiarsi dopo il digiuno

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pista della Madonna che scappa

ALTRI PARTICOLARI SULLE VESSAZIONI AI CENTOVENTI SULMONESI CHE DIFENDONO LA TRADIZIONE CENTENARIA.

16 APRILE 2017 – Vengono resi noti altri particolari raccapriccianti sul trattamento riservato ai coristi del “Miserere” nell’ultima processione del CristoMorto.

Se da un lato la soppressione della sosta per rifocillarli ha provocato svenimenti plateali, dall’altro lato le angherie sono incominciate dal giorno prima, quando alle prove generali hanno dovuto fare a meno della banda, che è il minimo per poter anticipare gli accordi e l’armonia del lungo tragitto dalla Trinità alla Trinità passando per la Cattedrale, l’Annunziata, Piazza Garibaldi, la Tomba, il Vaschione e di nuovo l’Annunziata.

Nessuno si è tirato indietro pur nella desolazione della assenza di note; soppressa anche la distribuzione del panino, che ha avuto sempre un valore simbolico, un piccolo convivio per sugellare la solidarietà tra camici rossi. Quando si lavora non si mangia. Meritano già per questo una medaglia per la resilienza, nel nome di Sulmona e della tradizione della più spettacolare e genuina processione d’Abruzzo, che resiste nonostante tutto.Nonostante le vessazioni anche di origine sconosciuta: al rientro della processione, chi aveva lasciato minimi effetti personali all’Annunziata (una busta, una borsa per tenere un soprabito in caso di quelle gelide nottate del venerdì santo, un cadeau della fidanzata o della moglie affettuosa) ha dovuto aspettare mezz’ora prima che si aprissero le porte. E il cambio è avvenuto al buio, come neanche nel coprifuoco durante la guerra. Insomma, non si sa dove arriva la repressione istituzionale verso la processione e dove comincia quella spicciola, fatta di piccoli dispetti per l’invidia di vedere un coro così bello e generoso. Il dott. Vittorio Sconci, nel vederlo ondeggiare da lontano e dall’alto, compatto, come un corpo solo che manifesta la sua contrizione, il dolore che lo ha ferito e che lo lascia agonizzante tra i rimorsi del peccato, è rimasto commosso.

E non è un caso che, da esperto psichiatra, Sconci abbia organizzato due mesi fa a Sulmona i seminari sull’invidia. I coristi sono invidiati per la semplicità del loro ruolo, che peraltro è solenne pur rimanendo un cerimoniale aperto a tutti (ma non a tutte; dunque si potrebbe configurare una discriminazione di genere); e, come sempre accade a Sulmona, chi non partecipa deve demolire all’esterno. Quindi, niente panini e chiesa al buio per chi deve tornare in abiti civili. Durante il tragitto, pochi fortunati, tra i centoventi, hanno potuto rimediare con una bottiglietta di acqua minerale, allungata di nascosto da parenti o amici (o fidanzate) come al giro d’Italia. Queste Termopili del triduo di Pasqua meritano una citazione nella prossima ristampa de “La Città di Sulmona” di Francesco Sardi de Letto.

Insomma, dopo il tribunale, si vuol sopprimere anche la processione del CristoMorto; e qualche sospetto sorge anche per il destino odierno della “Madonna che scappa in piazza” (nella foto in alto il tragitto segnato dalle transenne come appariva alle 8,30). Del resto, è mai possibile che in mondo visione debba girare questa immagine della scalinata di Santa Chiara? E le barriere in cemento armato all’ingresso della città (nell’ultima foto in basso, ripresa alle ore 9), che neanche nel luglio 2010 furono usate per scoraggiare la partecipazione di popolo alla visita di Benedetto XVI? Ne vogliamo parlare?

scempio a Santa Chiara

arrivo della Madonna

 

barriere al Corso