DAI 162 SINDACI E DA LEGNINI UN REGALO A LEGA E 5STELLE

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HANNO PERSO LA TESTA PER I SONDAGGI SULLE REGIONALI E PROGETTANO DI FARE UN CARAVAN SERRAGLIO

24 DICEMBRE 2018 – Un caravanserraglio: così si va delineando il progetto elettorale partito dall’appello di 162 sindaci all’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini e via via esteso fino a comprendere tutti quelli che ci vogliono stare purchè portino voti per sconfiggere Lega e Movimento 5 Stelle.

Il progetto politico non c’è: si richiamano i contenuti della Costituzione, come se si potesse fare a meno di richiamarsi alla Costituzione e collocarsi al di fuori dell’… arco costituzionale. Un risultato immediato consisterà nella eliminazione, dalle liste in corsa, del Partito Democratico, che deve portare voti a Legnini (per quello che ancora può portare il PD), ma che da solo non ce la farebbe ad esprimere neppure un consigliere regionale, visto come l’hanno ridotto Pezzopane, Legnini, Cialente e Lolli. Quindi il recinto delle carovane che si aggregano (il caravanserraglio, appunto, secondo la definizione del Battaglia) va allargato fin quanto lo consente il deserto, cioè a vista d’occhio, senza andare troppo per il sottile: vanno presi ex assessori regionale di destra e di sinistra, di centro e, perché no, di indefinibile provenienza, perché i sindaci sono stati attenti a non precludersi niente.

La paura del 70% a Lega e 5 Stelle (se dovessero replicarsi i sondaggi a livello nazionale) ha mandato fuori di testa quei sindaci che non hanno altro da poter fare nella vita e che non possono neppure considerare l’ipotesi di ripartire da zero per fondare una nuova formazione politica, con una identità almeno riconoscibile, che darebbe i suoi frutti tra una decina d’anni.

Un passaggio fondamentale potrebbe essere la replica del patto del “Nazareno”, che vide colludere a livello nazionale Pd e Forza Italia. Ma questo costituirebbe un formidabile “assist” per la alleanza tra Lega e 5Stelle, che potrebbe significare molte cose da incubo per il vecchio potere regionale, a cominciare dalla questione autostradale e, quindi, dalla deviazione del tracciato da Bussi a Collarmele, che è stato il progetto di D’Alfonso e che trova in prima linea gli interessi del vecchio Partito Democratico. Insomma, lo sconclusionato progetto dei 162 sindaci e di chi sta loro dietro rischia di essere solo un argomento in più per mandare al governo regionale Lega e 5 Stelle (oltre tutto rinforzati a livello nazionale per la soluzione del deficit di bilancio e per l’approvazione della legge anticorruzione)  e disegna con maggiore precisione quale sia l’arguzia politica di personaggi che hanno avuto per le mani il primo partito d’Italia (per i voti raccolti alle europee del 2014) e lo hanno devastato e disintegrato.

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