DAL GIRO DELL’ITALIA COLTA OVIDIO APPRODA AL SUO ABRUZZO

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OGGI “MITI D’ACQUA” A BARREA

6 AGOSTO 2012 – Lo spettacolo “Miti d’acqua”, di e con Sista Bramini e Camilla Dell’Agnola, per il gruppo “Thiasos”, ha avuto il debutto domenica a Soncino, in provincia di Crema, per il “Festival Odissea”; il 2 agosto è stato a

Lisignano di Val di Cembra (in provincia di Trento) per il Festival masi invisibili; il 3 agosto a Quero San Valentino (in provincia di Belluno), per “I teatri di pace”; ieri a Barbarano Romano (in provincia di Viterbo) per il “Festival Tuscia rupestre”. Oggi concluderà le sue tappe a Barrea, alle ore 21 per “Suggestioni nel castello”.

 Tornerà dopo un ideale giro dell’Italia (nome che già duemila anni fa aveva un suo significato e un riferimento) Publio Ovidio Nasone, accompagnato da “suggestioni” tratte dalle sue immortali “Metamorfosi”, fonte mai esaurita di soggetti teatrali e di spunti filosofici del “tutto divenire e trasformare”, dell’evoluzione anche di una Roma che nel mito sarebbe stata eterna (e solo nel mito, purtroppo). Il poeta sulmonese ha viaggiato nel Nord Italia, a bordo di un allestimento teatrale fatto da persone colte, che conservano l’enigma delle trasformazioni e rispettano la difficoltà di lettura degli avvenimenti, cioè il senso di magìa che ha sempre attraversato il capolavoro ovidiano. Non è operetta di amorosi spunti quella che ne emerge sollevando molti veli; né Ovidio è stato poeta del disimpegno o di facili esaltazioni liriche. Andava più a fondo il suo sguardo e di certo l’atteggiamento del monumento del Ferrari, a Sulmona come a Costanza, lo riprende per quello che traspare nei suoi esametri: un indagatore e un cogitabondo artista dello stilo.

Nella foto del titolo un allestimento del “Teatro natura”