LA SIMULAZIONE DEGLI AVVOCATI NEL TRIBUNALE DEL CAPOLUOGO
27 LUGLIO 2012 – Gli avvocati di Avezzano e Sulmona sono andati stamane a L’Aquila con lo scopo di dimostrare che quel tribunale non può accogliere il carico di quelli della Marsica e della Valle Peligna e per rendere palese il disastro nel quale finirà la Giustizia dopo la soppressione dei “tribunalini”.
Forse qualche errore di valutazione c’è stato,
in quella che comunque si colloca come una giusta protesta. I vertici aquilani (parliamo di quella aquilanità che pretende di dominare ancora l’Abruzzo pur se i tempi sono cambiati e Pescara è il vero capoluogo della Regione) saranno i primi a servirsi del disagio per sollecitare l’invio di altri cancellieri che, stante l’emergenza del terremoto, saranno incentivati a trasferirsi o saranno trasferiti di imperio prima che arrivino le cause da Sulmona e Avezzano. Se ne serviranno per far mandare più giudici, magari prendendoli in anticipo da Sulmona e Avezzano. Se ne serviranno per dare una accelerata alla ricostruzione del palazzo di giustizia, voluta per cocciuta prepotenza sulla stessa area disastrata sulla quale è già collassato il 6 aprile 2009, senza uccidere nessuno solo perchè la terra ha tremato di notte.
Se la Biblioteca provinciale è riuscita a trovare una collocazione in mezzo agli stabilimenti industriali dismessi nell’area di Bazzano (una biblioteca?) e sottrarrà tutti i volumi delle biblioteche comunali dell’area del cratere (perchè non starebbero al sicuro); se l’ANAS ha costruito una nuova sede che del Colosseo si è fermata ad imitare la forma se qualcuno non avesse frapposto ostacoli per le dimensioni; se tutto questo succede all’Aquila (e anche di più), volete che una messa in scena come il disagio negli uffici giudiziarii resti sottovalutata per… i fini della ricostruzione?





