D’Alfonso fornisce le stampelle a Lolli

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Papa e CelestinoDESIGNATO VICE-PRESIDENTE DELLA GIUNTA UN POLITICO IN DECLINO CHE NON CE L’HA FATTA NEANCHE A PRESENTARSI ALLE REGIONALI

17 GIUGNO 2014 – Il presidente Luciano D’Alfonso ha composto la sua giunta: ne fanno parte Mario Mazzocca, Marinella Sclocco, Dino Pepe, Donato Di Matteo e Giovanni Lolli, quest’ultimo con le funzioni di vice-presidente.

Ma prima dell’insediamento dell’esecutivo, con la relativa attribuzione delle deleghe, Giulio Borrelli di “Abruzzo civico”, ha inviato una lettera a D’Alfonso per chiedere un “incontro urgente”. Borrelli ha individuato, in realtà, una specie di monocolore in quella che avrebbe dovuto essere una policromia. Per “Abruzzo civico” era in corsa all’assessorato l’avv. Andrea Gerosolimo.

Si farà subito a dire che le nostre perplessità per l’esclusione di Gerosolimo derivano dal fatto che egli è sulmonese e noi scriviamo da Sulmona. E sia; non entriamo in tale questione, il nostro discorso sarebbe in salita.

Se fossimo stati in Giulio Borrelli, che è giornalista, avremmo cercato di capire dove sta la notizia di questa giunta. E la ricerca non sarebbe stata lunga: la notizia sta nella designazione quale assessore regionale di un politico in declino, che è stato parlamentare mediocre e più  ancora mediocre sottosegretario. E’ possibile che, senza presentarsi neppure alle elezioni regionali, diventi un assessore, togliendo lo spazio a chi ha affrontato democraticamente la contesa e ne è uscito vincitore?

Questa è la questione di metodo, sulla quale D’Alfonso non è politicamente corretto.

Poi c’è la questione di sostanza: è possibile che un presidente della Regione che ha voluto anticipare subito di essersi tolto il marchio di pescarese per rappresentare tutta la Regione, metta al suo fianco, addirittura come vice-presidente, un personaggio che ha detto già che al di sopra di tutto sta L’Aquila? E’ questa la “Regione più alta dei campanilismi” che D’Alfonso vuol costruire? Non sarà un po’ imbarazzante per il Presidente vivere con l’assillo che, in caso di supplenza, anche per un qualunque viaggio in Canada tra gli emigrati abruzzesi, il Lolli lasci da parte le stampelle che gli ha fornito D’Alfonso per imbracciare lo scettro e… trasferire per decreto l’aeroporto di Pescara a L’Aquila? Uno che dice che sopra di tutto sta L’Aquila potrebbe anche improvvisare un fine-settimana dannunziano annunciando che, per scelta della Regione, D’Annunzio è nato a Tempera.

Stiamo esagerando? Un fico secco: ci siamo scordati che L’Aquila ha sostenuto che Celestino V era papa aquilano, quando (per fortuna, l’hanno rilevato gli storici) Pietro Angeleri ha scelto il Morrone per il suo romitaggio e sul Morrone sarebbe tornato? E ci siamo scordati che la faccia di Celestino V, quella in cera che ha girato l’Abruzzo e il Molise e che ha ingannato anche Papa Benedetto XVI, era  la faccia del cardinale Confalonieri, del tutto diversa (tondeggiante, di persona ben nutrita) rispetto al profilo dell’ottantenne Celestino, smunto e consumato dalle responsabilità e dal rigore morale (nella foto la teca contenente le spoglie di Celestino con la blasfema maschera di un non-santo sulla faccia di un santo, in Piazza Garibaldi a Sulmona e nella visita di Benedetto XVI nel luglio 2010)? La “plastica facciale” fu operata dopo il secondo conflitto mondiale perchè Confalonieri aveva aquisito benemerenze aquilane e doveva essere ricompensato (alla… faccia di Celestino, è il caso di dirlo)

E un campanil-estremista così, immerso nella aquilanità di tanto stretta osservanza, che fai, te lo metti alla vice-presidenza, di modo che, se la Corte d’Appello in autunno ti riforma la sentenza di assoluzione di Pescara, non puoi neppure dire “Resto  a casa, ci penso tre giorni prima di dimettermi” che già ti spara un decreto per spostare tutti gli assessorati pescaresi a L’Aquila, che, va ridetto, “sta prima di tutto”? Allora dal ritiro in convento a Leonessa stai già per passare all’autoflagellazione…