Dalla SS17 si sente il fuoco che si avvicina

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Mezzi antincendio Roccapia

IL PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE ALL’INCENDIO DI ROCCAPIA MENTRE IL VENTO ALIMENTA IL FRONTE. 

16 AGOSTO 2017 –  Alle 19,30 il Presidente del Parco Nazionale Antonio Carrara tende l’orecchio.

Ha parcheggiato l’auto in un’area della SS27 e tra il passaggio di un autotreno e l’altro si sente il crepitio delle fiamme. Poi, secondo le folate di vento, le fiamme aggrediscono una pianta e la divorano. La linea di fuco è ancora un po’ lontana dalla strada, ma ha scavalcato il crinale della montagna e il vento la spinge proprio verso il margine della strada.

Calcolando che i voli dei Canadair e degli elicotteri sono cessati da un po’, l’incendio che sta aggredendo anche i faggi potrebbe arrivare alla strada prima dell’alba. Dipende dal vento. Carrara non è ancora il Presidente del Parco incendiato, ma potrebbe diventarlo. Non sta in questa veste a preoccuparsi per le piante che si inceneriscono nel volgere di pochi istanti; si è fermato come in tanti fanno da stamane. “Speriamo che non succeda come a Villavallelonga, dove i focolai sono durati una settimana”.

Una settimana? Qua significa distruggere faggete secolari, che a memoria d’uomo non sono state mai attaccate da incendi: purtroppo qua e là si vedono piante di pino, con tutta la resina che covano. La colonna di fumo si vede da poco fuori Sulmona; l’odore si sente forte da Roccapia. Ed è quello di un barbecue gigante; potrebbe essere questo il punto di inizio dell’incendio, nell’assalto di ieri a prati e boschi. Ma sembra che siano stati trovati degli inneschi. Carrara riparte con l’Alfa rosso fuoco; e la notte per lupi, orsi e cervi sarà un incubo; il problema di sfamarli senza che si avvicinino troppo ai centri abitati si fa più serio. 

incendio Roccapia