PRONTO IL NUMERO DEL VASCHIONE DI MARZO – MANEGGIARE CON CURA
26 FEBBRAIO 2025 – Non c’è più il gusto per il fracasso delle rotative, ma la chiusura del numero in tipografia, qualche minuto fa, dà l’ebbrezza del giornale, che, come riporta l’Enciclopedia del Giornalismo conservata nella Biblioteca comunale, è “urlo delle caverne”, “iota del Partenone”, il mezzo per partecipare.
Non potevamo ignorare lo scempio di Santa Rufina, il casello adattato a simil-stazione e circondato da cinque o sei cavalcavia, a un chilometro dagli impianti della stazione centrale per un passeggero all’ora di pranzo e (forse) uno alla sera, sui due convogli nell’arco della giornata. Sono state spese decine di milioni di euro e l’impresa “Zappa” può essere promossa a “Caterpillar”, a dispetto dell’annuncio di Andrea Gerosolimo, che da assessore regionale assicurava trattarsi “solo di un taglio d’erba”, quando parlava del cantiere appena abbozzato. E’ la bretella che ha sbancato il Pantalone contribuente e lo ha lasciato in mutande, come il passeggero psicologicamente si sente, sperso nella campagna.
Spazio riserviamo all’incrocio pericoloso tra elezioni amministrative e tribunale che, per legge, deve chiudere il 31 dicembre, senza le proroghe accordate dalla sedicente Destra ad altri tribunali, in vista di una legge definitiva per gli uffici abruzzesi, ma ad oggi neanche presentata. E’ un incrocio pericoloso perchè, chiunque sia il sindaco che uscirà dalla consultazione di aprile, rischierà di sfracellarsi, anche se i Sulmonesi hanno sempre perdonato a quanti li hanno traditi nel corso di secoli, come pure ricostruiamo nelle due pagine centrali. Il Vaschione uscirà domani e lo potranno leggere con attenzione i giudici, liberi dal lavoro perché in sciopero per scongiurare le brutte riforme di Nordio e della Destra affaristica. E’ così pieno di spigoli che a sfogliarlo ci si può far male. Quindi, non è per tutti e, come sempre, è a tiratura limitata. Transennate le edicole.







