“A SANTA RUFINA? SOLO UN TAGLIO D’ERBA”

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LE PARACULE DICHIARAZIONI DI ANDREA GEROSOLIMO QUANDO SI STAVA PER COSTRUIRE LA “BRETELLA-GENTILE” CHE EVITA LA STAZIONE DI SULMONA – E ORA IL DILEMMA DI UNA DESTRA PULITA CHE SETTE ANNI FA DENUNCIO’ L’IMBROGLIO

12 GENNAIO 2025 – Siccome un’ipotesi (la più accreditata) è che i “civici” di Gerosolimo vincano le elezioni amministrative di primavera, anche per l’inconsistenza della sinistra ancora rappresentata da un PD depotenziato, perdente e colluso con le peggiori speculazioni edilizie (Roncisvalle) e appaltanti (mense scolastiche), un giornale che abbia ancora una dignità dovrà pur svolgere il suo ruolo in questo contesto.

Ieri abbiamo esaminato il “caso” del tribunale contro il quale Andrea Gerosolimo scagliò il suo dardo affermando che non era più da difendere. Oggi sfogliamo l’archivio per rileggere quello che Gerosolimo disse della bretella ferroviaria di Santa Rufina quando si prospettava la seria eventualità che, progettata da Rete Ferroviaria Italiana (al cui comando supremo si trovava il sulmonese Maurizio Gentile) era in via di costruzione per evitare la stazione centrale d Sulmona. Gerosolimo, allora assessore regionale di sinistra, disse (testualmente) che si trattava solo di “un taglio d’erba”: cioè volle rassicurare la cittadinanza, con le solite dichiarazioni ambigue imparate dall’ambiente democristiano nel quale è stato svezzato e allevato, che la bretella era di là da venire: sembrava che, invece delle ruspe, a Santa Rufina si aggirasse solo una pattuglia di giardinieri.

Un mese fa vi è transitato il primo treno da Pescara a L’Aquila.

Questo tanto per dire quale attendibilità abbiano le affermazioni di Andrea Gerosolimo. Ma c’è dell’altro: a suo tempo furono gli attenti ragazzi di “Casa Pound” a denunciare l’imbroglio; ora è la Destra parentale di “Fratelli d’Italia” che sosterrà il desertificatore della Valle Peligna. Ma, ad occhio e croce, chi rimane fedele a Destra, anche soltanto per una questione ideologica e di “fascismo del terzo millennio”, senza appetiti negli appalti e collusioni edilizio-urbanistiche, con un robusto senso civico e solidaristico (hanno lavorato indefessamente a Poggio Picenze nelle ore seguenti il terremoto del 2009 e hanno ricevuto l’attestato del sindaco che non era loro simpatizzante), dovrà, per logica di schieramento, votare per il nuovo rappresentante della Destra. Finirà, quindi, che i ragazzi di Casa Pound voteranno per chi ha cercato di coglionare Sulmona mentre solo loro vedevano giusto e denunciavano. Ci sarà, insomma, un corto circuito favorito dall’ambigua posizione di Mauro Tirabassi che ha già sostenuto una decina di anni fa Gerosolimo per l’elezione di Anna Maria Casini, insieme anche a Mariella Iommi, vice-sindaca, poi scomparsa dai radar della politica dopo una congrua sinecura ottenuta in quel del vastese.

E’ questa la Destra che protestava contro Gerosolimo? Per caso la protesta di allora consisteva solo nell’angustia di non detenere le leve del potere?

Sono andati piuttosto a fondo quei giardinieri che tagliavano solo l’erba

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