SALVATI ALCUNI E A QUELLI ABRUZZESI DESTINATO UN DISEGNO DI LEGGE CHE SARA’ APPROVATO QUANDO NON ESISTERANNO PIU’ – GLI EQUILIBRISMI DEI CIVICI E IL VOTO DEI SULMONESI CONTRO SE STESSI
11 GENNAIO 2025 – Liris e Sigismondi mettono le mani avanti e affermano che, se non è prevista la proroga dei tribunali abruzzesi (cioè se sarà applicata dal I gennaio la legge voluta nel 2011 anche da Giovanni Legnini, Paola Pelino e tutto l’arco, anche quello una volta incostituzionale della Destra almirantiana e oggi affaristica italiana) è perché è prevista un’altra legge, secondo il disegno di legge governativo, che sarà presentata non per prorogare, ma per scongiurare definitivamente la chiusura di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto.
Non mettiamo in dubbio che saranno in molti a credere, nella imminente campagna elettorale per il nuovo sindaco di Sulmona, a questa affermazione fatta per abbindolare Sulmona e il suo circondario. Se avesse voluto veramente sollevare il tribunale dalla spada di Damocle della soppressione, la Destra avrebbe già proposto questo disegno di legge. Sta al governo da due anni e passa e non l’ha proposta. Inoltre, il cammino di una legge è così lungo (se non transita per il decreto d’urgenza) che i tribunali di Sulmona, Vasto, Lanciano e Avezzano sarebbero definitivamente… conservati quando saranno già stati definitivamente soppressi.
La scelta di prorogare alcuni tribunali in Italia e altri no, è chiara e non lascia adito a interpretazioni diverse da quelle che guidano le scelte della attuale Destra: elettoralistiche. E poi, come diceva Remo Gaspari quando faceva una raccomandazione, non bisogna aspettarsi che il protetto venga subito assunto, altrimenti smette di votarti già dalla consultazione elettorale successiva, mentre, se deve sperare qualche anno in più, seguiterà a votarti. E’ la stessa tattica che portava Remo Gaspari a scrivere con la carta intestata di Ministro della Difesa al presidente della Cassa Rurale ed Artigiana di Pratola Peligna, avv. Guido Colaiacovo, che neanche conosceva (ma intanto avrebbe mostrato la lettera all’allocco di turno), per segnalargli una persona capace, preparata, adatta al ruolo, etc. E si sarà compiaciuto che il presidente di allora, che voleva solo essere presidente di una cassa rurale senza partecipare alle aste di beni immobili con una società della moglie, non abbia nemmeno considerato quelle quattro righe.
I tribunali abruzzesi, secondo questa strategia, debbono rimanere tra coloro che son sospesi.
Quello che sconcerta, semmai, è la risposta dell’elettorato: una parte consistente seguitò a votare Paola Pelino anche se aveva contribuito a fare approvare la legge per sopprimere il tribunale di Sulmona e solo perché era designata da Silvio Berlusconi (rectius, Biondi, che designava senza che magari sapesse nulla Berlusconi).
E quello che sconcerta è che venga dato come vincitore alle prossime elezioni Andrea Gerosolimo, addirittura questa volta senza neanche scomodarsi a presentarsi personalmente, ma tornando al sistema che ha regalato a Sulmona per cinque anni abbondanti Annamaria Casini; sistema poi corretto con la variante Di Piero. Gerosolimo è proprio quello che in campagna elettorale nell’autunno 2021 fece capire che Sulmona non doveva più contare, per il suo benessere, sul tribunale, ma, per esempio, sul turismo, con la fantasmagorica cifra di un milione di presenze se si fosse garantita prima di tutto la sua, di presenza in Comune. Ciò nonostante, Gerosolimo è andato al ballottaggio. Segno che il 30% dei Sulmonesi voleva sopprimere il loro tribunale e che, se i “civici” raggiungeranno l’obiettivo già a portata di mano quest’anno, più del 50% lo vorranno fare nei prossimi anni, cioè proprio dal 2026. Tanto più che è prossima l’alleanza-monstre tra l’assessore della giunta regionale di D’Alfonso e la sedicente Destra, quella che, invece di abbinare il destino dei tribunali abruzzesi a quello di altre zone d’Italia, ha introdotto nel “milleproroghe” la disposizione, annunciando un disegno di legge per quelli che ci credono.
Non c’è altro da aggiungere, anche se, nell’emergenza, il collettore di voti destr-sinistr-centristi dichiarerà che invece bisogna combattere ancora per il tribunale, con la stessa disinvoltura con la quale è passato da Destra a Sinistra, poi al Centro, e poi ancora a Destra, da autentico saltimbanco della politica.
Nella foto del titolo una iconica inquadratura durante la campagna elettorale del 2021: in cinque, dopo aver portato una bara a spalla e aver sorbito un caffè, vanno a prendersi il tribunale. Tra loro non si riconosce nessuno, ma potrebbe esserci anche Andrea Gerosolimo, che del tribunale voleva sbarazzarsi e fu votato da oltre il 30% dei sulmonesi pur essendosi ritirato dal ballottaggio






