“Di fronte all’Aquila tutto passa in secondo piano”

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L’ABRUZZO E LE ALTEZZE DEI CAMPANILI: IL CASO LOLLI

24 OTTOBRE 2013 – “Di fronte all’Aquila tutto passa in secondo piano”; lo ha dichiarato oggi al TG3 Abruzzo Giovanni Lolli, deputato del PD fino alla scorsa legislatura, a proposito delle esigenze della ricostruzione post-sisma.

Lolli ha anche detto di essersi per questo trovato in disaccordo con i colleghi di partito, ma di avere intenzione di affermare in ogni sede questo principio

Qualcuno dovrà dire a queste persone che c’è un limite anche alle… altezze dei campanili e che, prima di mettere al posto più alto la città dell’Aquila, bisogna pensare alle esigenze dell’Italia, che possono anche comprendere quelle dell’Aquila, ma che non necessariamente debbono stare al loro seguito. Del resto, è di ieri la notizia, pubblicata su “Il Centro”, che la sen. Stefania Pezzopane, aquilana, ha presentato un emendamento alla legge di stabilità “che prevede 600 milioni in più per i prossimi tre anni, provenienti dalle accise, come avvenuto in altri casi di calamità naturali”. Già paghiamo le marche da bollo con l’aumento di un euro per finanziare la ricostruzione dell’Aquila e non abbiamo neanche il diritto di mettere il becco sulla idoneità del nuovo assetto urbanistico non solo perchè se un italiano qualsiasi proverà a vedere i progetti sarà respinto alla frontiera, ma soprattutto perchè neanche gli aquilani sanno quanto e dove ricostruiranno. Ma i soldi li vogliono prima, strillando per la tassa di scopo e mettendo, come si vede, L’Aquila in primo piano: prima anche della spending review, prima del rapporto debito-Pil, prima dello spread e, manco a dirlo, prima della ricostruzione dell’Emilia. Se poi si dice che bisogna tenere nel “cratere sismico” anche Sulmona, allora ridiventano statisti e dicono che non si può allargare troppo l’area degli aiuti perchè si frazionerebbero troppo.

“Ma fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”