Ranalli resta sindaco, ma il Tar non lo rafforza

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SINDACODISULMONAESCLUSO L’ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI CHE VANNO RIPETUTE PER ESIGENZE POLITICHE

24 OTTOBRE 2013 – Il Tar dell’Abruzzo, con una prima sentenza, ha rigettato il ricorso per l’annullamento della consultazione elettorale amministrativa di maggio a Sulmona.

Era stato richiesto dalle liste che appoggiavano il candidato sindaco ing. Fulvio Di Benedetto, deceduto durante la campagna elettorale; sostenevano, tra l’altro, che la mancata previsione di una sostituzione avesse escluso la loro partecipazione sia alla prima tornata che al ballottaggio (la formazione di liste il 26 e 27 maggio aveva ricevuto molti più voti del candidato del Pdl che poi ha affrontato il ballottaggio) tradendo, così, l’orientamento dell’elettorato.

Si è molto discusso sulla ipotesi dell’annullamento delle elezioni e la decisione del TAR, in verità, non coglie di sorpresa nessuno: su questo giornale, proprio nei giorni precedenti le elezioni, si era anticipata quella che è stata la decisione del tribunale amministrativo regionale (v. “Rinvio delle elezioni? Ma la legge dice altro”, nella sezione POLITICA di questo sito). Ora, certamente, potrà essere rovesciato tutto dal Consiglio di Stato, perchè la certezza matematica non fa parte delle cose giuridiche.

Ma il problema che la nuova maggioranza si ostina a non considerare è la estrema debolezza di una coalizione che ha riportato molto meno di un terzo dei voti dei Sulmonesi. E’ questa la peculiarità delle elezioni della primavera scorsa: grava sul dinamismo, sulla autorevolezza, sull’autonomia della coalizione e non può essere cancellata da alcun trionfalismo per la decisione del TAR (scontata addirittura, diremmo). A capo della città c’è un Sindaco che gode di tutta la nostra simpatia e che ha dimostrato di voler fare molte cose: ma è un sindaco che non può neppure dare le principali deleghe di giunta (urbanistica, cultura per una città come Sulmona che deve festeggiare fra poco più di tre anni il bimillenario dalla morte del suo cittadino più illustre) senza essere fucilato in agguati ben noti alla politica di chi lo sostiene.

Per questo, civicamente, sarebbe il caso di pensare a preparare le elezioni di primavera per rinnovare tutto, con tutti i candidati sindaci in buona salute e come tali sottoposti al vaglio degli elettori. Tanto, comunque si tornerà a votare a primavera per il Comune (altra facile previsione che andiamo facendo da mesi): o perchè, appunto, si dovrà prendere atto che non fa parte della politica una elezione con il candidato al ballottaggio che nel frattempo è deceduto, oppure perchè qualcuno si convincerà che non è possibile andare avanti con una giunta priva dei principali assessori. Stiamo parlando di cose basilari e semplicissime: mica delle “convergenze parallele” o, in tempi più recenti, delle “larghe intese” per consentire la agibilità politica di un pregiudicato.