MICHELE AVOLIO FA UN BILANCIO A PHILADELPHIA
19 aprile 2013 – Mancano poche ore all’ultimo concerto dei DisCanto in America e Michele Avolio risponde alle nostre domande per un bilancio di questa tournee e qualche valutazione sul futuro immediato.
Quali sono state le preferenze del pubblico fra i brani musicali che avete eseguito?
– Abbiamo la fortuna di avere pubblico sempre diverso, dagli italo-americani agli appassionati di folk americani; sarebbe difficile individuare i brani preferiti. Diciamo che negli anni abbiamo imparato a costruire un repertorio che può piacere agli uni e agli altri, un repertorio che ci rappresenti come musicisti e che faccia conoscere la nostra regione. Questo sembra riuscito anche in questo ottavo tour.
Perchè, a tuo avviso, il pubblico americano si orienta su queste musiche: per nostalgia di un passato sentito nei racconti o per curiosità di conoscere un altro mondo nel quale non si è mai stati?
– Anche in questo caso bisognerebbe distinguere tra italo-americani e americani; c’è l’uno e l’altro, nostalgia e curiosità. I DisCanto puntano sulla valenza della cultura popolare, anche non solo popolare, della propria terra… cercano di farlo anche migliorando la qualità musicale di quello che propongono. L’Abruzzo non più solo una regione di appartenenza ma una terra in cui sono passate varie epoche e vari “occupanti”, tutte e tutti hanno lasciato, culturalmente, qualcosa; il risultato di questo si è “insinuato” nella nostra musica ed è forse per questo che risulta essere Etno World Music più che folk locale, musica “cosmopolita” piuttosto che regionale. Ma sempre con l’amore per le proprie tradizioni ed il rispetto delle fonti di ricerca.
In che cosa “Allumeme la vì”, il vostro ultimo cd, è diverso dalla prima stesura delle canzoni che lo compongono?
– “Allùmeme la vi'” nasce dal bisogno di riproporre i brani che eseguiamo nei nostri concerti nella “forma” attuale, approfittando del fatto che “Dindirindella” e “Ride la luna” sono esauriti; parecchi degli arrangiamenti sono cambiati ed anche gli esecutori. E’ una esigenza di rinnovamento ma anche di rappresentare il valore attuale della nostra musica.
Come ti prepari all’ultimo concerto di oggi: sarà anche quella una occasione di fare un bilancio interiore, anno per anno, visto che è diventato un appuntamento di rigore per i DisCanto?
– Questo appuntamento al Museum of Art di Philadelphia nasce dalle buone figure che abbiamo fatto nei precedenti appuntamenti (2008 e 2012) e dall’ottimo riscontro di pubblico dell’aprile 2012. Abbiamo sentore che anche oggi (tra 5 ore) il pubblico sarà numeroso. Siamo pronti. Un, du’ e tre e si parte. E’ già partita l’organizzazione del Tour 2014.






