FEDERICO ADDIO

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IL SINDACO ESCE DALLA PORTA DI SERVIZIO. QUESTIONE DI COERENZA

19 APRILE 2013 – Regola di ogni conferenza stampa è che la questione più interessante viene a galla quando l’esposizione dei protagonisti è finita e ci si sta per salutare.

Così, Fabio Federico ha messo la firma a chiusura dei suoi cinque anni di mandato da sindaco e, alla domanda in “zona cesarini” sui motivi che lo hanno portato a non ricandidarsi, ha risposto che non è importante la persona che guida una coalizione, ma la tenuta della coalizione stessa.

Ha aggiunto che un professionista che vive del reddito che gli dà il lavoro non può permettersi lunghe vacanze dalla professione; che un padre non può pensare per troppo tempo a coltivare un impegno politico. E ha anche detto che la capacità di lasciare il posto ad altri è la controprova di quanto disinteressatamente il ruolo è stato ricoperto. “Sono fiero di poter affermare che esco da questo quinquennio senza neppure l’ombra di un illecito commesso; e proprio ieri il giudice ha dichiarato di non doversi procedere per una ipotesi di abuso di ufficio che mi era stata contestata”. Poi un accenno alla necessità di fare un passo indietro quando non ci sono le condizioni per poter serenamente contare su una maggioranza: “Quello che importa, l’ho detto altre volte, è non solo vincere le elezioni, ma governare, perchè è sterile ottenere successi elettorali senza tradurli in beneficio per una città da amministrare ogni giorno”.

Qui il riferimento ai molti incastri che gli sono stati tesi è evidente. Ma, in fondo, un sindaco così è stato una vivente garanzia che ad altro non voleva e non doveva pensare che agli interessi della città. Esce quasi da una porta di servizio, nel senso che non ha alcun collegamento con un altro ruolo o un’altra competizione; e forse si è giocato le possibilità di incidere nel Pdl proprio per l’orgoglio e la coerenza dimostrati nella scelta del suo successore. Ha fatto ciò che nessun altro sindaco negli ultimi trent’anni aveva fatto: cioè non ha subito imposizioni dall’alto, dalle segreterie o dalle senatrici.

Come aveva annunciato.

Peccato, potevamo stare sulla buona strada.

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