Donna dell’Ottocento? Nessuna differenza con quella del 2000

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QUALCOSA C’E’ DA RIVEDERE NEGLI STEREOTIPI FEMMINISTI

10 FEBBRAIO 2013 – Le femministe che non leggono la Storia e neanche la letteratura pensano di definire “ottocentesca” quella donna che non ha consapevolezza di sé e del suo ruolo, che

si ingrigisce dietro al marito e si spegne nelle mura domestiche; la reputano una donna che muore senza essere vissuta. Sono le tiritere dell’ 8 marzo; ma anche del I ottobre o del 16 novembre e, perchè no?, del 30 giugno. Tutte prese dal presente, queste erinni forse non hanno letto: “Oggi si sente solamente parlare di gastriti, di mali strani, sconosciuti d’altra parte alle donne dedite alla famiglia. Una volta, la donna si mostrava qualche volta; oggi è sempre alla ribalta”. Parole scritte da un bieco reazionario di oggi, insidiato nel suo ruolo di uomo mediocre che non vuole concorrenza muliebre? No: sono del 1842 e sono state scritte da Honorè de Balzac, a Parigi e non a Roccacasale. Dunque non c’è niente di rivoluzionario in questo cercare la visibilità; ma soprattutto non c’è niente di nuovo (se non per chi non ha letto) nel ruolo della donna nella società, anche a scapito della sua salute psico-fisica.

Ed è tipico di tutte le menti immature credere di aver realizzato qualcosa per la prima volta nella Storia.