E dal cilindro Ranalli estrae un coniglio di Fanfani

588

COINVOLGE I SOCIALISTI E VARA LA NUOVA GIUNTA

7 MARZO 2015 – Giuseppe Ranalli rimane al vertice di una giunta che subisce un ulteriore rimpasto (il quarto in meno di due anni). Vice-sindaco è l’avv. Luisa Taglieri, del partito socialista, con delega ai grandi eventi, alle attività produttive, al marketing territoriale, al contenzioso e alle politiche per le pari opportunità; Nicola D’Alessandro, di Sel, sostituisce l’avv. Enza Giannantonio dello stesso partito e si occuperà di politiche ambientali, sociali, sanitarie, del lavoro, della casa, di istruzione e di servizi cimiteriali; Aldo Milan (del Pd), entra con le deleghe all’urbanistica, al commercio, alle politiche della mobilità e dei trasporti, alla farmacia e al personale. Restano in giunta il dott. Luciano Marinucci e Stefano Goti.

Prende posizione sul rimpasto un altro gruppo consiliare, quello di Sulmona Bene in Comune:

“Visto che finora ha risolto tutti i problemi della città, Ranalli si tiene la delega al Bilancio,  anche perché senza Calabria c’è poco da fidarsi. La delega ai Grandi Eventi va a Luisa Taglieri, così ne discutono a cena. 

Naturalmente, visti i brillanti risultati, a Marinucci viene confermata la delega alla Mascherina d’Argento. 

Il resto è irrilevante. Come Goti che continua a fare Goti. Come D’Alessandro di Sel che dovrà collaborare con l’ex vice sindaco di Federico, ferocemente combattuto in campagna elettorale. Come la delega all’Urbanistica a Bruno Milan, che del settore è esperto assai. Soprattutto perché, a fine marzo, inizierà la discussione sul PRG. A Milan pure il Commercio e la Mobilità: i commercianti contrari alla ZTL pare che abbiano iniziato i festeggiamenti.

La delega alla Polizia Locale sembra che non l’abbia voluta nessuno.

 E’ incredibile, ma la città intera rimpiange quelli che “peggio di così non può andare”.

Il Sindaco, a questo punto, dovrebbe spiegare alla Città perché ha cambiato maggioranza? Perché tanti consiglieri della maggioranza sono passati all’opposizione? Da cosa dipende il continuo valzer degli assessori di cui abbiamo perso il conto?”

Venendo da Italia dei Valori, Ranalli aveva lasciato intendere che avrebbe cambiato radicalmente tutta la politica. Dopo circa due anni ha raggiunto l’obiettivo della politica italiana di cinquanta anni fa: coinvolgere i socialisti. Un po’ scarso come risultato, viste anche le percentuali elettorali che oggi riporta il partito che fu di Nenni; e decisamente basso il livello di novità, visto che Paolo Di Bartolomeo, sindaco dal 66 al 75, si dannò l’anima per accontentare Sinibaldi e Taglieri (padri degli attuali politici) e in genere tutto il Psi che strillava come un bambino capriccioso, avendo imparato che strillando si otteneva a Roma la vice-presidenza del consiglio dei ministri pur senza raggiungere neppure l’8% di voti in tutta Italia. Un argomento per la campagna elettorale dell’avv. Luisa Taglieri alle regionali ultime è stato quasi paradossale: bisognava votarla perché, inserita in una pulce di partito, avrebbe avuto più possibilità di essere eletta. Ora, le dimensioni del partito non nuocciono all’assegnazione del ruolo vicario del sindaco. Leo Longanesi diceva che non c’è niente di più inedito di quanto è stato già scritto; e la formula di Amintore Fanfani, agitata per fare da spauracchio alla DC dell’epoca, è stata così lungimirante da fare da spauracchio agli stessi rivoluzionari dell’Idv. Si spaventano per poco questi paladini della rivoluzione nella politica…

Please follow and like us: