Elettrocardiogramma solo se funziona la macchina del caffè

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Serie di alberi abbattuti

PARADOSSALI DISFUNZIONI ALL’OSPEDALE NEL GIORNO DEL BLACK-OUT

8 MARZO 2015 – Alle 19 di ieri erano ancora oltre 50.000 le utente elettriche prive di fornitura in Abruzzo; varie centinaia quelle delle frazioni e dei comuni confinanti con Sulmona.

 

Famiglie al freddo, celle frigorifero ormai del tutto inutili: emergono le conseguenze di una ondata di maltempo anomala, ma anche la insipienza delle amministrazioni pubbliche che dovrebbero garantire il minimo della sopravvivenza. Per esempio in ospedale, dove per metà della giornata di venerdì, cioè per tutto il tempo del black-out, non sono esistite regole di gestione della emergenza. Interi reparti sono rimasti in attesa che la fornitura di energia venisse ripristinata, ma non si era in grado di assicurare una razionale scelta di circuiti di prima necessità distinti da quelli pur importanti ma non essenziali alla sopravvivenza di alcuni tipologie di malati.

L’interruzione di energia di venerdì ha messo in chiaro che non esiste un protocollo che dia una concreta priorità ad alcuni tipi di strumentazioni rispetto ad altri per i quali le prestazioni mediche possono essere rinviate. In alcuni casi, per esempio, funzionano le macchine per il caffè insieme a quelle per le analisi ed i monitoraggi. Quindi, non è tanto l’anomalia della ondata di maltempo ad aver creato disservizi: più semplicemente, non esiste all’ospedale un nucleo di priorità che dovrebbe rispondere ai minimi criteri di preferenza, per il semplice motivo che non è stata mai seriamente progettata una rete di alimentazione alternativa, che funzioni non solo alcune ore, ma più giorni senza il regolare flusso di corrente per gli altri usi civili.

Nella foto in alto: una serie di alberi abbattuti presso il casello autostradale di Pratola Peligna. Nella foto in basso il viale di accesso al cimitero di Sulmona

Cimitero viale dopo bufera

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