E LA BASE COMUNISTA RIVUOLE I DUE EURO DELLE PRIMARIE

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29 MARZO 2013 – Un risvolto che pochi hanno considerato, ma che a Sulmona ha la sua importanza, si nasconde dietro l’ipotesi di ignorare il risultato delle primarie del centrosinistra.

La gente che ha votato rivorrebbe i soldi; anche quei due euro, ma è una questione di principio. E l’osservazione viene proprio da Piazza XX Settembre, dove stamane ce lo ha fatto notare un imprenditore, lavoratore autonomo da sempre con L’Unità sottobraccio, che alla bandiera rossa è rimasto sempre fedele e ci incanta quando declama a memoria Ovidio (un marziano, rispetto ai trinariciuti di Guareschi).

 E quando parliamo dell’Unità di Fortebraccio non parliamo certo del “Faccio cose, vedo gente” tratteggiato nel film “Ecce bombo” di Moretti per ridicolizzare nel 1977 la nuova generazione di chiacchieroni giunta fino al “Ma anche” di Veltroni, passando per “La cosa”. L’Unità era la ruvida piattaforma delle polemiche di Giancarlo Paietta, prima di disintegrarsi nel “non sense” dei comunisti da salotto dopo che già Flajano diceva “Sarei comunista, ma non me lo posso permettere” (ma lui sapeva vedere molto prima). Scherzassero poco con la base che ha pagato per esprimere un candidato sindaco.

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