E questo tribunale dovrebbe servire mezzo Abruzzo?

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Ascensori rotti al tribunale dellAquila

ASCENSORI ROTTI E PARCHEGGI SOLO PER GLI AQUILANI NELLA NUOVA CIRCOSCRIZIONE GIUDIZIARIA

10 NOVEMBRE 2016 – E questo sarebbe un tribunale che accorperà quelli di Avezzano e Sulmona?

Ieri l’altro quattro ascensori su quattro erano non funzionanti. Ricostruito sulle macerie del palazzo di giustizia crollato il 6 aprile 2009, il tribunale di L’Aquila-Sulmona-Avezzano, cioè mezzo Abruzzo, perché la provincia dell’Aquila anacronisticamente si estende ancora per metà regione,  si presenta al meglio per rendere il servizio degli utenti. Fuori già non si trova un parcheggio; figuriamoci quando il carico di avvocati si triplicherà rispetto a quello attuale.

Poi un quesito sorge spontaneo: se dopo il 24 agosto 2016 tutti in coro hanno sostenuto che il successivo terremoto si sarebbe sprigionato a Sulmona o ad Avezzano (secondo gli umori dei previdenti previsori) e il terremoto ha invece squarciato la faglia di Norcia e zone viciniori (cioè esattamente all’apposto), chi ci dice che la prossima scossa distruttiva non si verifichi ancora a L’Aquila? E con quel bel precedente del 2009, è proprio necessario costringere avvocati, giudici, cancellieri e (ultime ma non meno importanti, come direbbero gli Inglesi) le parti litiganti ad arrancare fino ai 700 metri s.l.m. dell’Aquila per danzare sulla faglia? Che cos’è questa: prevenzione?

Non sarebbe meglio a questo punto rispolverare la proposta di trasferire Sulmona e Avezzano al tribunale e alla corte d’appello di Roma, che almeno gli ascensori ce li ha che funzionano?