IPOTESI MOSTRUOSA SUL VASCHIONE IN EDICOLA VENERDI’
30 LUGLIO 2019 – L’incubo di svegliarsi una mattina e di guardarsi allo specchio scorgendovi una creatura diversa da quella del giorno prima non diventerà mai realtà, perchè una metamorfosi così subitanea poteva immaginarla solo Publio Ovidio Nasone.
Ma poco a poco in Val Peligna la gente si abitua alle cose più turpi: incendi di pneumatici che intossicano la città, incendi del Morrone che impongono la chiusura delle finestre per più giorni e rapinano l’ossigeno dei boschi; immondizie da Roma, immondizie da L’Aquila, fanghi dal porto di Pescara. E’ l’abitudine quella che stroncherà ogni difesa? Piano piano sulmonesi, pacentrani, pettoranesi, pratolani, conviveranno con un inquinamento che li trasformerà per quella legge di natura che impone l’adattamento alle nuove condizioni. E ci guarderemo allo specchio trovando l’immagine di questa creatura, non colpevole del suo aspetto certo non invitante, che svetta da un balcone di Via del Babuino a Roma, da dove provenivano centinaia di tonnellate per “Noce Mattei”? Un po’ per celia, un po’ per angoscia, se ne occupa il prossimo numero de “Il Vaschione” da venerdì nelle edicole del centro storico, dopo un’assenza di anni. Poche copie, come si diceva, per chi arriva prima.






