INDAGINE SU UN’EPOCA

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UNA FOTO DI INIZIO XX° SECOLO NEL NUMERO DI CARTA DEL “VASCHIONE”

2 AGOSTO 2019 – “Rinfresca la memoria storica” è uno dei motti (insieme a “Scalda il cuore ai sulmonesi” e “Per soli concittadini di Ovidio”) che caratterizzarono la fondazione de “Il Vaschione dieci anni fa e la prima uscita in edicola nel gennaio 2010.

Oggi cerchiamo di rinfrescare la memoria dell’epoca nella quale sorse a Pratola Peligna la banca: una indagine sulla società che seppe esprimere questa istituzione ormai centenaria.  Non  proponiamo, quindi, solo il ricordo di un atto formale come la sottoscrizione dello statuto. Era una Pratola con molte risorse quella dell’inizio secolo XX°, prima di essere spopolata dalla prima ondata di migrazione; forse si stava un po’ stretti, ma a pensare quanto hanno fatto i pratolani all’estero c’è da rammaricarsi che tutte quelle energie non si siano espresse qui, in Valle Peligna.

La foto che proponiamo nel manifesto e nella pagina centrale dell’inserto sulla “Banca di Pratola” (preferiamo chiamarla così, senza la precisione che imporrebbe “Cassa cattolica di deposito e prestito”, poi “Cassa Rurale e artigiana”, poi”Banca di Credito Cooperativo” che pure sono pietre miliari di quel cammino) è una bella immagine dell’impresa “Bonelli” di Siena, ottenuta con tecniche così sapienti e con materiali così raffinati da essersi conservata per 115 anni senza un’ombra e senza ingiallirsi. L’abbiamo solo virata a seppia nel manifesto e la proponiamo al naturale in questa piccola immagine e nell’inserto.

Racconta un’epoca e dà la priorità numerica alle donne (sono il doppio rispetto agli uomini), come del resto Pratola ha dato la precedenza ad una donna per la carica di sindaco, Maria Teresa Presutti, nel 1977, prima che a tanto si decidesse Sulmona, appena tre anni fa.

Per i nomi e per la piccola storia della foto, rimandiamo al numero di carta del “Vaschione” in edicola da lunedì 5 (forse con qualche copia anticipata a domani, sabato).

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