PROVE DI STAMPA PER IL VASCHIONE IN EDICOLA

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La quarta pagina del numero base

VAGITI DI ARTICOLI E FOTO IN TIPOGRAFIA – LUNEDI’ L’INCONTRO CON I LETTORI CHE INSISTONO PAZIENTI – MA LE COPIE SARANNO POCHISSIME

29 LUGLIO 2019 – Il Vaschione si prepara ad un nuovo passaggio in edicola. Lunedì mattina l’edizione cartacea del giornale, con due inserti speciali, tutta a colori, sarà nelle edicole del centro. Le pagine sono nella tipografia “La Moderna” e, come mostrano le foto, si stanno sgrossando. Bella l’immagine del toro che stramazza sotto la forza di Ercole. Ed abbiamo scoperto parole… cristiane nel mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi. Per leggerle su carta i lettori debbono passare in edicola. Stamperemo poche copie e l’edicolante, come si dice a Sulmona “dove arriva, strocca”.

C’erano molti argomenti che andavano trattati per le grandi occasioni: il centenario della Banca di Pratola, istituzione che, come abbiamo riportato negli articoli on-line, non si sa se si sia alimentata dalla tenacia e dall’ottimismo dei pratolani, oppure se ai pratolani ha dato il gusto di diventare imprenditori, prima di se stessi e poi per gli altri. C’è il Bimillenario ovidiano che passa gli esami di riparazione: condotto da politici sciatti e da intellettuali sempre in cerca di fondi pubblici, l’appuntamento con la ricorrenza dell’ultimo respiro del Sulmonese in Tomi è stato rinviato di due anni e non si sa neanche se si riuscirà ad allestire un programma entro la fine di quest’anno, data ultima indicata dalla legge per l’erogazione dei 700.000,00 euro (poco più della cena di gala dei tempi d’oro degli sperperi per la Perdonanza aquilana). In prima pagina dell’inserto anche la foto di una edizione degli “Amores” che ci siamo procurati in una libreria antiquaria a Roma senza tanti strombazzamenti della “Taberna Ovidii”.

Il menabò incompleto della prima pagina

E poi ci sono gli scempi di tutti i giorni, che vengono trattati nelle quattro pagine ordinarie: come le quattro domande senza risposta all’on. D’Eramo della Lega; il tribunale di Avezzano che deve ordinare di mettere in sicurezza il viadotto di Cerchio. Ma non ci sono solo scempi: c’è la storia di Sulmona con i suoi principi Borghese, che erano anche quelli della Galleria in Villa Borghese, da Marcantonio nel XVII secolo a Camillo, fratello del “Principe nero” Junio Valerio Borghese, medaglia d’oro al valor militare nell’ultima guerra mondiale. Borghese era il Papa Paolo V che concesse il perdono a Caravaggio e dette a Sulmona una indulgenza di molto successiva a quelle revocate da Bonifacio VIII per fare un giubileo planetario, dunque più valida della “Bolla” della Perdonanza. Era una indulgenza che spettava a chi transitava sotto l’architrave dell’ingresso della Trinità, dove ancora c’è l’immagine dell’Onnipotente ed una scritta che ricorda il beneficio. Tutte queste cose Sulmona teneva in gran segreto; ma le scoviamo come si fa con i personaggi troppo modesti e per questo trascurati. In fondo, anche a questo serve un giornale che non ha padroni.

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