Festa dell’agricoltura in Avezzano senza disturbare Claudio

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DA OGGI E PER SETTE GIORNI LA PRIMA KERMESSE E NESSUNO SI SOGNA DI ABBELLIRE L’IMPERATORE CON UNA PATATA IN MANO

25 LUGLIO 2015 – Si inaugura oggi in Avezzano il primo festival dell’agricoltura e dell’allevamento della Marsica.

Domani andranno i Nomadi in concerto; e la festa dell’agricoltura durerà fino al 2 agosto.

Ottima idea; sana voglia di festeggiare, in ambiente rurale che anche noi cerchiamo per immergerci nella sagra dell’aglio a Campo di Fano, nei campi di barbabietole, nei filari di uva, nelle incantevoli distese di grano che si scompigliano  al vento come i capelli  quando si passa il phon.

Ma nessuno in Avezzano avrà pensato di mettere a simbolo dell’agricoltura l’imperatore Claudio, che bonificò la Marsica con opere colossali qualche anno dopo della morte di Ovidio. L’imperatore è l’imperatore e va rappresentato con le sue insegne. Ma che: i produttori di patate hanno pensato di raffigurare Claudio che porge un tubero, come a Sulmona i produttori (ma noi pensiamo sia stato più di tutti il venditore) di aglio hanno pensato di divulgare l’immagine di Ovidio impiastrata con una corona di bulbi puteolenti?

Hanno rispetto di un Grande, che parlava correntemente tre lingue e veniva maltrattato dallo stesso Augusto e dai cortigiani per via di quel suo difetto di pronuncia, la balbuzie che lo fece soprannominare “Cla-Cla”, retaggio di una infanzia passata a rispettare regole ferree e a prepararsi per fare l’imperatore. C’è più dignità tra i Marsicani che non hanno Ovidio, oppure tra gli Aquilani che non vanno oltre Sallustio, che tra i Sulmonesi che hanno Ovidio, ma non sanno che farsene (o meglio: il venditore di aglio non trova sia utile se non impiastrandolo). Facciano un sito amicievenditoridell’agliorossodisulmona.it  come ad Avezzano hanno costituito questo amicidellagricolturaedellallevamentodellamarsica.it (al quale si possono chiedere informazioni anche sul concerto dei Nomadi) e non si arrampichino sulla statua di Ovidio; tanto meno strumentalizzino enti ed associazioni e il segretario comunale del ricostituito Partito socialista italiano, che, invece di parlare di Nenni e di Turati, prende cappello per affermare il diritto alla corona d’aglio su Publio Ovidio Nasone. E il segretario regionale del Psi, Massimo Carugno, sulla incresciosa uscita del suo sottoposto è diventato poliglotta e tace in sette lingue.