FRONTE COMPATTO ANCHE A FALCONARA CONTRO I COMBUSTIBILI FOSSILI

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MANIFESTAZIONE CONTRO LA RAFFINERIA DELL’API, MA IL PARALLELO CON LA CENTRALE SNAM ERA NELL’ARIA (INQUINATA)

30 GENNAIO 2024 – Cinquemila partecipanti al corteo “Per Il Clima Fuori dal Fossile” hanno accolto la delegazione dei “Comitati cittadini per l’ambiente” di Sulmona nella grande manifestazione di Falconara Marittima contro la grande raffineria API sotto processo per disastro ambientale.
Molte le delegazioni che si sono unite alla protesta: hanno portato la solidarietà dei territori dove sono in atto lotte popolari contro gli impianti fossili, come Ravenna, Brindisi e Taranto. E’ stata sottolineata l’identità di vedute nel combattere l’inquinamento e i danni prodotti dalle fonti fossili, come carbone, petrolio e gas, che
sono la principale causa del cambiamento climatico e i cui effetti disastrosi sono sempre più evidenti.
Anche la Snam, al pari dell’Api, ha sempre garantito la sicurezza dei propri impianti ma la realtà è ben diversa. “Solo una decina di giorni fa – informano i “Comitati” – si è sviluppato un grande incendio alla centrale di stoccaggio gas di Cupello (Chieti) gestito dalla Stogit, una società controllata dalla Snam.
L’incidente fa seguito alle diverse esplosioni di metanodotti Snam verificatisi in Italia negli anni, tra
cui quello di Mutignano di Pineto, in Abruzzo, del 6 marzo 2015.
Date queste premesse – sostengono – chi può escludere gravi incidenti che dovessero verificarsi alla centrale che la Snam intende costruire a Case Pente di Sulmona?
Alla raffineria Api di Falconara – sottolineano – si sono verificati diversi incidenti, anche mortali. Nell’aprile del 2018 il cedimento del tetto di un serbatoio ha provocato la fuoriuscita di migliaia di metri cubi di
petrolio misto a virgin nafta. Queste sostanze, a contatto con l’aria, hanno prodotto esalazioni
idrocarburiche che per settimane hanno ammorbato l’aria causando stati di soffocamento,
difficoltà respiratorie e altri malesseri nella popolazione. Dalle denunce sporte da oltre mille
cittadini è nata l’inchiesta “Oro nero” che ha messo sotto processo per disastro ambientale e altri
reati l’ex amministratore delegato dell’Api e altri diciassette responsabili dell’Azienda.
Nei luoghi dove da decenni sono insediate industrie di combustibili fossili i cittadini sono
perennemente in lotta per difendere la loro salute. In queste aree le morti per malattie
respiratorie e per tumori sono in tutta evidenza più alte che nel resto del Paese. Non c’è dubbio
che le esalazioni nocive della centrale Snam, in un’area chiusa come la Valle Peligna, caratterizzata
anche dal fenomeno dell’inversione termica, produrranno un peggioramento della qualità della
vita. Per questo continuiamo la lotta contro un’opera non solo inutile ma anche nociva per la salute e
pericolosa per la sicurezza collettiva
“.

Nella foto di repertorio una manifestazione a Sulmona organizzata dai Comitati cittadini per l’ambiente

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