GIOCHI DI BIMBI E IMPERATORI E UNA FAVOLA PER IL RISVEGLIO

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IMMAGINARIO COLLOQUIO TRA ROMOLO AUGUSTOLO E IL FANCIULLO DEL SAGITTARIO

29 MAGGIO 2016 – Due bambini si incontrano lungo le rive del Sagittario nel 476 d.C.

Giochiamo insieme? Cerchiamo quelle conchiglie nascoste dentro le pietre da milioni di anni? Qui se ne trovano tante dopo i lunghi periodi di pioggia

Non posso, sono l’Imperatore Romano, debbo pensare a mezza Europa; al resto pensano a Costantinopoli.

Ma hai la mia età, forse qualche anno in più…

Questo non vuol dire niente, ai nostri tempi si diventa maturi presto e bisogna prepararsi per essere all’altezza delle cose più grandi, che vengono quando meno te lo aspetti.

Ti invidio un po’, mi sembri così saggio, dimostri molto di più dei tuoi quattordici anni. E come sei venuto fin qui, a fare cosa?

A cercare lo spirito delle origini di questo Impero che debbo portare verso il secondo millennio; prima di me da queste parti, nella valle dei Peligni, è passato Giulio Cesare, che ha dato la svolta a tutta Roma. Questioni di guerre, non giochi per bambini. E, prima, da queste parti c’era una capitale che si oppose a Roma, ma poi le ha dato i migliori guerrieri, con i quali ha conquistato il mondo

Però la nostra età è fatta per giocare e per studiare, per prepararsi alla vita

Tranne che quando la vita arriva prima.

Allora il mondo è dei giovani, o addirittura dei bambini?

l mondo è di chi si fa trovare pronto. Gli indovini dicono che capiterà spesso ai bambini o agli adolescenti trovarsi a dominare gli eserciti; poi quelle storie saranno le più raccontate a chi avrà i nostri anni, saranno le più avvincenti. Si compiranno in tutte le parti dell’Impero e anche, nei secoli successivi, in luoghi dove non ci saranno più le insegne dell’Aquila di Roma: sai, accadrà anche qui vicino, dove un giovinetto biondo, venuto da lontano, combatterà e vincerà, ma le sorti della battaglia si capovolgeranno per una leggerezza del suo esercito. Lui sarà imprigionato e ci rimetterà la vita in una esecuzione in piazza, a Napoli, davanti a tanti vecchi che non hanno saputo impedire che la storia del mondo ricadesse su di lui. Perciò bisogna non sfigurare e il tempo che si ha occorre usarlo per prepararsi, anche da fanciulli

Come si può condannare a morte un bambino e, addirittura, eseguire pure la condanna?

Si farà anche di peggio, nel senso che i bambini saranno uccisi anche senza processi e senza regole militari, come del resto sono stati immolati per sacrifici agli dei. La superiorità del mio Impero rispetto al passato sta nel fatto, incontestabile, che non abbiamo mai usato questo genere di riti e saremo ricordati anche per questo, forse soprattutto per questo, rispetto a quelli che a ragione chiamiamo barbari. Per il resto le nostre guerre sono state cruente ed è meglio non studiarle sui racconti degli storici di regime. Tu vuoi combattere sotto le insegne di Roma?

Non posso, sono malato, è come se il mio sangue fosse incolore, non mi desse le energie.  Ma se potessi, verrei con te, a riscattare l’Impero, ad impedire che i barbari prevalgano; insomma, starei dalla parte dei buoni

Non è così semplice e il fatto che a quattordici anni debba essere io l’Imperatore ti può far capire quanto siamo lontani da Augusto, Traiano, Adriano. Ma qualcosa potrebbe rinascere da qui, da Corfinio, dove Roma ha combattuto nella più grande guerra fra popoli dell’Italia: qui c’era coraggio e quindi chiarezza di idee, tutto il contrario dei giorni che attraversiamo. Io vorrei giocare con te, con i dadi, con i guerrieri di terracotta, ma la nostra epoca ha assorbito l’età dei giochi per gli adolescenti. E’ stata bella l’epoca nella quale a Roma si passava il tempo leggendo le opere del vostro Publio Ovidio Nasone; magari l’Impero avesse tempo e forze per lo sfarzo della letteratura… Adesso dobbiamo tornare alle origini e forse non siamo più in tempo perché su Roma premono troppi popoli e Odoacre è alle porte. Un vaticinio, come quello che avvertiva Giulio Cesare perché si guardasse dalle Idi di marzo, mi ha annunciato che sarò recluso in una rocca davanti a Napoli: non so da quando e fino a quando.

E forse mi ha rivelato qualcosa che riguarda te: che, cioè, avrei incontrato un mio coetaneo che morirà giovane e sarà sepolto senza neanche un corredo funebre, ma, come in una bella favola, sarà svegliato tra 1500 anni. Il tempo per la sua anima di uscire dalla tomba e raggiungere il corpo di un bambino delle tante popolazioni che premeranno ancora su Roma, quando non ci saranno più insegne imperiali eppure sarà bello vivere nella penisola Ausonia, come la chiamava il vostro Ovidio, dove vivranno ancora le nostre leggi, ma non gli spettacoli del circo con i gladiatori votati alla morte. La permanenza della tua anima in quel corpo, la sopravvivenza di quel nuovo bambino dipenderanno da quanto quelli che si chiameranno Italiani avranno assorbito i principi di civiltà della Roma che si spegne con me (porto il nome del primo Re e il nomignolo del primo imperatore) e che ha accolto quelli che venivano da terre lontane.

Nella foto del titolo le sorgenti del Cavuto ad Anversa degli Abruzzi; in basso Cesare Ottaviano, primo imperatore di Roma.

Cesare Ottaviano Augusto,
Il giovane Romolo Augustolo protagonista di un film
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