GLI EROI DELL’ARCO COSTITUZIONALE

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VASCHIONE ESCLUSO DALLA MAILING LIST DEGLI SCAPPATI DAL… COMUNE

14 FEBBRAIO 2025 – Gli scappati di casa della fu maggioranza sostenuta da uno di Gerosolimo, che all’ultimo consiglio comunale sono stati anche cacciati dal municipio insieme al capo mastro che diceva di fare il sindaco, hanno escluso “Il Vaschione” dai destinatari di un loro comunicato sul Cogesa, allineandosi alla stessa strategia delle altre nullità politiche di Fratelli d’Italia, con le quali andavano a cena di nascosto a Pescara, cioè allineandosi nel non mandare a questo giornale i loro punti di vista.

Pensano di creare un cordone sanitario in modo che chi scrive sul Vaschione si senta escluso da chi “piace alla gente che piace”. Un piccolo “memo”: abbiamo cominciato a scrivere su “Il Tempo” perchè era diretto da Renato Angiolillo, nel 1971, quindi nel periodo nel quale non cercava conformistiche alleanze e, anzi, si faceva vanto di accogliere i contributi di gente che non si riconosceva nell'”arco costituzionale”, costruito da sedicenti democratici, lieti di trovarsi sotto lo stesso edificio nel quale si trovavano gli assassini dei fratelli Mattei di Primavalle, di Luigi Calabresi, di Sergio Ramelli e di altri cento Italiani uccisi dalla ferocia comunista ed extraparlamentare. E con quel giornale sottobraccio abbiamo percorso i viali della “Sapienza” che portano a “Giurisprudenza”, senza temere le canaglie comuniste che giocavano ad escludere (e a sprangare) chi non la pensava come loro. Per buon peso, ci siamo incuriositi della CISNAL, sindacato del sottoproletariato di Destra, non solo perchè escluso dal novero delle “organizzazioni sindacali più rappresentative”, secondo la formula (incostituzionale) in uso negli anni Settanta, ma anche perchè alla CISNAL non erano iscritti i sindacalisti che si facevano corrompere dall’ACE di Sulmona e, invece, appartenevano due lavoratori uccisi dalle Brigate Rosse nella irruzione della sede del MSI a Padova.

Che gli scappati dal… Comune ci escludano dalla loro mailing list non può che inorgoglirci. Quanto a “Fratelli d’Italia”, che da qualche anno segue la stessa pratica, non possiamo che riprendere le parole del prof. Franco Cardini su “Il Fatto quotidiano” di oggi: “Un tempo gli elettori dell’estrema destra si identificavano soprattutto per una coscienza civica nazionale. C’era un senso civico diffuso, un senso della probità del cittadino, di lealtà nel confronti dello Stato. Tutto questo era la colonna vertebrale del cittadino medio che votava Msi. In qualche maniera, erano valori che facevano discendere dal nazionalismo. Quelli che oggi simpatizzano Fratelli d’Italia sono nati in un brodo culturale che non è quello del fascismo, ma quello del capitalismo” e via di questo passo fino a definirli “piccoli borghesi che, nel loro piccolo, non fanno il loro dovere civico e rispondono all’individualismo“.

Quindi, tenetevi pure i vostri comunicati e seguitate a scrivere quello che scrivete: così sarà più chiaro perchè gli elettori della ex sinistra non vanno a votare e non si riconoscono in nessuna delle mezze cartucce che verranno proposte alle prossime elezioni e gli elettori della ex destra a Sulmona non fanno arrivare neanche al ballottaggio i candidati di “Fratelli d’Italia”. Possono anche organizzare stancamente commemorazioni di Sergio Ramelli (come hanno fatto due settimane fa), ma se non si fanno comandare da Andrea Gerosolimo (l’assessore regionale della giunta di sinistra di D’Alfonso che sta facendo le liste per loro) non spunteranno neanche un consigliere comunale.

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