I SINDACI, I LEGNINI E I LEGNACCI

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Un viadotto nei pressi di Bugnara

VEDONO LA PIETRUZZA NEGLI OCCHI DI TONINELLI MA NON LA TRAVE SBILENCA DEL CSM

13 DICEMBRE 2018 – Che bravi questi 162 sindaci che in piena campagna elettorale per le Regionali di febbraio firmano un appello affinchè Giovanni Legnini si candidi a presidente della Regione. Sono di un tempismo più unico che raro: a venti giorni dalla entrata in vigore di nuovi aumenti per le autostrade d’Abruzzo rivolgono la loro supplica per convincere un senza dimora a rappresentarli tutti e poi magari sono gli stessi che vanno a protestare sotto le finestre del Ministro Toninelli, dei 5 Stelle, per essere ricevuti e battere i pugni sul tavolo affinchè non si applichino gli aumenti dei pedaggi. E magari anche per pretendere che il Ministero faccia la manutenzione dei viadotti che il partito che ha portato Giovanni Legnini al Consiglio Superiore della Magistratura non ha mai preteso e, se qualcuno l’ha pretesa al posto suo, ha fatto finta di non aver sentito.

Volpi di irraggiungibile astuzia, si schierano dalla parte dell’antagonista di chi dovrebbe riceverli e starli a sentire. Sono schierati nella affermazione di principio che un ministro debba stare dalla parte degli utenti a prescindere dal colore politico, ma poi come rappresentanti degli utenti delle autostrade si schierano dalla parte opposta, portano gratis acqua all’avversario e minacciano ferro e fuoco se il ministro non fa quello che dicono loro. Senza chiedersi neppure chi abbia sottoscritto la convenzione con la Strada dei Parchi e chi non l’abbia cambiata per vari decenni (forse per il timore di leggere i nomi di uomini e donne dello stesso (ex?) partito di Legnini), si dichiarano vassalli del nuovo cavaliere che ha meno di zero possibilità di riuscita: metodo sicuro per prendersi nei prossimi anni altre pernacchie da un Ministro che bistrattano con tanta combattiva testardaggine.

Sono andati a riesumare un politico che si è concesso alle elezioni regionali perché, come riportato da “Il Fatto” di ieri l’altro, non è stato designato dal suo (ex?) partito all’Autorità Antitrust, dimostrando così quale sia il suo concetto delle istituzioni, lui che viene definito dai nuovi servi “l’uomo delle istituzioni” (primo caso in Italia di passaggio dalla compagine governativa nella quale era sottosegretario alla vice-presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, caratterizzata dalle inaugurazioni e convegni nel collegio elettorale di estrazione e poi di ri-passaggio immediato alle liste elettorali).

Nella stagione dell’apertura della caccia sarebbe stato difficile trovare in Abruzzo 162 quaglie che si consegnano simultaneamente al pubblico ludibrio; ma non bisogna mai disperare. Anzi, pare che se ne aggiungeranno presto altre, secondo la regia che prevede l’ingresso sul palcoscenico a scansioni regolari come le parate ai tempi del fascismo per far credere di essere di più di una adesione alla spicciolata. Poi dice che uno si butta con i grillini…

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