Il Comune spende gli introiti delle sanzioni prima di incassarli

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11 SETTEMBRE 2013 – Non è mai stata divulgata la cifra esatta dei verbali per la violazione della disciplina di accesso al centro storico, nella zona a traffico limitato.

Non si dovrebbe essere lontani dal vero se si ritiene che nel 2012 abbiano raggiunto quasi il numero di mille: più di una automobilista ne ha ricevute diverse decine, per il semplice motivo che molti non hanno fatto caso alla data di scadenza del permesso per i residenti. Dalle sanzioni il Comune ha avuto una inattesa boccata di ossigeno, perchè, come fanno le cicale, quelli che elaborano i conti pensano che tutti i verbali vengano pagati; non pensano al domani, quando un giudice di pace, ravvisando la fondatezza dei motivi dei ricorrenti, può annullare tutti o in parte i verbali. A Sulmona si è verificata la paradossale situazione di automobilisti che non hanno mai perso i requisiti per accedere attraverso i varchi a tutte le ore e, ciò nonostante, sono chiamati a verbale migliaia di euro ciascuno. E’ noto che ogni verbale impiega almeno un paio di mesi per essere notificato: nel frattempo chi non ha avuto l’accortezza di verificare la scadenza del proprio permesso, ha continuato ad accedere, realizzando così altre violazioni. In una comunità che abbia rispetto dei cittadini ogni accertamento di violazione dovrebbe essere notificato nel giro di pochi giorni, anche perchè dal rilevamento alla spedizione dei verbali la procedura è del tutto meccanizzata. Per temperare gli effetti di una applicazione formalistica della legge, chi si è rivolto alla Prefettura con una opposizione ha chiesto che venisse applicata una volta (ma nella misura del triplo, a prescindere dal numero di accertamenti) la sanzione di circa 80 euro; e la risposta in tutti i casi (almeno in tutti i casi più recenti) è stata un secco “no”: si debbono pagare tante sanzioni per quante violazioni sono state rilevate. Tanto più che all’inizio la Prefettura ha accolto molti ricorsi, mentre adesso sarebbe attestata in altrettanti categorici rigetti con motivazioni che dire telegrafiche significa valorizzarle.

Ora, a parte la stupefacente procedura in base alla quale il Comune considera già incassate le sanzioni pur se in ipotesi un giudice le può annullare (e pare che abbia già speso tali “introiti”, peggio di come fanno le cicale che almeno campano alla giornata senza ipotecare il futuro), c’è un sottile rischio che qualche automobilista non si nasconde: pur di salvare il bilancio il Comune si batterà da leone per conservare la validità dei verbali, anche al di là e al di sopra dei fini di giustizia che dovrebbero sostenere l’intera procedura dell’accertamento delle violazioni. Oppure, peggio, si potrebbe paventare l’istituzione di una… diversa aliquota dell’IMU ( o di qualche aggravamento di qualsiasi altro tributo) per far quadrare il bilancio su somme che sono state già spese e che sono servite per far apparire i conti in pareggio o, come sembra sia accaduto per il 2012, in avanzo.