LO STEMMA CIVICO PIU’ ANTICO? STA SU UNA CHIESA

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NUOVI ARGOMENTI PER LA VALORIZZAZIONE DEL PARCO DEL GIZIO A SANTA MARIA DI RONCISVALLE – E UN CURIOSO COLLEGAMENTO TRA LE ACQUE CANALIZZATE DA MANFREDI E QUELLE CHE SPINGEVANO LO SVILUPPO DELLA SULMONA MEDIEVALE

27 MARZO 2023 – Sta su una chiesa il più antico stemma di Sulmona. Nell’ultimo numero della “Rivista abruzzese”, Franco Cavallone ricostruisce, tra le ipotesi di datazione , quella che colloca il “SMPE” sulla chiave di volta di Santa Maria di Roncisvalle (nella foto del titolo e in quella al centro dell’articolo), all’inizio della via del Tratturo. Non si trova lì dalla costruzione della chiesa. Vi fu collocato nel corso di uno dei vari restauri e reca un elemento che lo mette in relazione con l’”epigrafe murata nell’acquedotto di Manfredi dell’anno 1256”: la “e” dell’acrostico di Ovidio (Sulmo Mihi Patria Est”) è aperta, come veniva scolpita nel XIII secolo e come è dimostrato anche dalla lettera “e” aperta che si trova sulla campanella  nella cattedrale di San Panfilo all’ingresso della cappella di Santa Teresa risalente all’episcopato di Egidio da Liegi (1279-1290). Dunque è di molto precedente lo stemma di Re Ladislao del 1410. Sarebbe esistito già prima della conquista angioina, forse sfuggito o nascosto alla “furia iconoclastica” di Carlo I d’Angiò, che punì Sulmona per la sua assoluta fedeltà agli Svevi e giunse  alla decapitazione di un sovrano sconfitto in battaglia dimostrando la barbarie francese.

Felice ricostruzione dello stemma o “arma civica” sulmonese, che per un motivo in più colloca il complesso di edifici, abbeveratoi, canalizzazioni fuori Porta Romana sulla stessa… scia dell’acquedotto dello svevo Manfredi di Hohenstaufen.  Una storia di Sulmona gemellata dalle “e” aperte e fluente sull’elemento naturale che Ovidio celebrava nella filiale devozione per la città. E’ un motivo in più, quello che si rinviene nella “Rivista abruzzese”, perché cessi la dilapidazione di risorse finanziarie sul “Parco del Vella” e venga abbellito un “Parco del Gizio” già esistente da ottocento anni.

L’epigrafe dell’acquedotto di Manfredi
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