IL SIGNIFICATO DEL “SERVIZIO” NEL VANGELO DI MARCO E IL DEGRADO DI SULMONA VISTO DALLA CHIESA DELL’ANNUNZIATA – LE RELAZIONI FAMILIARI E IL RECORD DI DISOCCUPAZIONE
7 FEBBRAIO 2021 – Tocca anche il nervo scoperto di molte relazioni tra genitori e figli, quando don Gilberto affronta il tema di un vangelo secondo Marco molto aperto al tema sociale essenziale: quello del servizio, e della gratuità del servizio.
Parla di come i figli non debbano cercare i genitori solo per essere aiutati a pagare le bollette e a ricevere sussidi. Motivi di giustificazione i giovani dell’alba del terzo millennio ne avrebbero, perché non hanno scelto loro di avere trent’anni in una società ingessata e priva di energie, tetragona al rinnovamento e alla accettazione della importanza di nuove professioni, di nuovi impieghi, di posti di lavoro meno ortodossi. Ma la tendenza ad una pigrizia diffusa va in senso contrario allo spirito del servizio che solleva dagli egoismi; anche in un microcosmo come quello di Sulmona, nel quale la disoccupazione è più alta che altrove. Dall’altare della chiesa più centrale della città, che tutti i turisti scambiano per la cattedrale, tanto è sontuosa e affascinante, il parroco di un coacervo di chiese raggruppate in un centro storico spopolato ha appena affrontato il tema di un egoismo: quello di pensare a conservare una bella casa e a non pensare al decoro di una città che sprofonda nell’abbandono.
Il servizio, secondo una visione ecumenica che non deve mai abbandonare la Chiesa di tutti, non può avere confini e meno che meno può consentire di disinteressarsi agli incendi dell’Amazzonia o dell’Australia o alle inondazioni del macrocosmo asiatico. Ma la mentalità di aspettarsi sempre un aiuto è la prima causa dell’impoverimento delle relazioni: una vera malattia che avvolge progressivamente la vita sociale, la stessa capacità di risollevarsi dalle crisi. Ed è il dito nella piaga di molte realtà che stanno spegnendo la speranza di trovare un lavoro, o anche soltanto di partecipare alle scelte sociali perché alla fine vengono sempre delegate. In politica si definisce questo fenomeno come atavico scambio tra elemosina e consenso elettorale; nella Chiesa dell’Annunziata è considerato come lo sviamento dal vangelo, che non suggerisce solo la preghiera, ma guarda all’azione (quelle che si chiamano “opere”) affinchè non si debba soltanto chiedere ed implorare il soccorso degli uomini, siano essi considerati anche nelle figure di mamma e papà.







