Il PD vuole “anticipare i bisogni” nella sanità

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4 DICEMBRE 2011 – Dopo che la Regione ha aumentato il costo della benzina per sopperire (in parte) al deficit della sanità, qualcuno definisce “onta costosa della mobilità passiva” la migrazione degli Abruzzesi verso altri ospedali, situati in regioni vicine e lontane.

La definizione è del capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro, che parla anche della necessità di promuovere “alleanze con le Regioni limitrofe e l’anticipazione dei bisogni”. Ora, a parte le impellenze scaramantiche che ci suscita quest’ultimo auspicio (speriamo sempre di posticipare i bisogni), l’impostazione di vita e l’organizzazione della sanità con metodo autoritario sono sempre figlie di una concezione illiberale dello Stato e dell’offerta dei servizi. Se l’Italia è una e paghiamo le tasse ad uno Stato nell’ordine della metà del reddito, abbiamo diritto di andare in qualunque ospedale, perchè siamo cittadini italiani. Se la divisione dell’Italia in Regioni ci ha portato il bel risultato di dover ripianare i debiti di una Sanità con una imposta addizionale sulla benzina e, per giunta, di dover servirci, in caso di bisogno, di ospedali predeterminati, confermiamo che la scelta giusta fu quella di Malagodi e Almirante, che le Regioni contrastarono fino all’estremo ostruzionismo. Tenere questi staterelli nello Stato e, per di più, digerire un “Parlamento padano” nel 150° anniversario dell’Unità non è servito a niente e le Regioni hanno solo moltiplicato le spese e il malcostume.