Il Presidente e il magistrato delle acque abruzzesi

284

RAFFINATA OPERAZIONE DI D’ALFONSO  PER PREVENIRE UN NAUFRAGIO

20 GIUGNO 2014 – Se un politico parte dalla coerenza, in due modi può finire la sua parabola: trascina le masse e incanta anche gli storici che lo studieranno dopo cento anni, oppure

si schianta contro il muro della realtà quotidiana, cioè contro la barriera che sta dietro i tanti inviti al compromesso, al ripensamento, alle “convergenze parallele” e alle larghe intese.: se tira dritto e non dà importanza ai segnali, può trovarsi a tu per tu con il duro cemento come nel crash-test.

Luciano D’Alfonso non sappiamo se avrà l’uno o l’altro destino. Ma intanto dobbiamo dire che è coerente, perché a novembre scorso ha decantato le risorse culinarie di Sulmona, celebrando la sua teoria della “Regione dei flussi” (v. “D’Alfonso celebra i ristoranti sulmonesi” nella sezione EDITORIALE di questo sito) e oggi, in un normalissimo giorno feriale, stava a mangiare da “Crisciariello” alla Tomba. Ha cercato di trasformare la sala in un talk show, coinvolgendo persone di Sulmona che dimostrava di conoscere da tempo e parlando loro ad alta voce perché tutti sentissero ed eventualmente intervenissero. E’ tornato sulle lodi alla città (“un posto magnifico, lo dico sempre”) e, agli accompagnatori che poi sedevano con lui, chiedeva programmi e relazioni su tutto. Al cronista mancava il taccuino e quindi i particolari adesso sfuggono; ma Giulio Cesare prima di affrontare la costruzione in pochi giorni del mitico ponte sul Reno avrà dato un numero inferiore di ordini e richieste di rapporti. 

Il tiro mancino

 

Incontrato un altro Presidente, gli ha presentato i suoi accompagnatori e a uno in particolare, ci sembra, abbia tirato un brutto scherzo: “E’ la massima autorità regionale in fatto di acqua” ha detto di lui, come a voler sottolineare che, se fra cinque anni stiamo al punto di partenza, sapete con chi prendervela. Il poveretto ci sembra abbia avuto  un calo improvviso di umore. Se non si è sottoposto a una dieta di quelle che fanno perdere quindici chili in dieci giorni, i tratti del suo viso (che prima in verità non conoscevamo, perciò non siamo in grado di confrontare) hanno avuto un accupimento da farli aggrinzire tutti d’un colpo. E’ apparso sfiduciato, preoccupato, smarrito.

Ci sembrava che D’Alfonso, invece di lanciarlo verso una nuova, importante conoscenza, lo avesse buttato nella famosa confluenza del Pescara con il Tirino, a Bussi. Certo, se uno non viene lanciato in acqua, non impara mai a nuotare, gli avrà spiegato dopo, ma al tizio sembravano svanite le forze. La discrezione ci ha impedito di verificare se, una volta tornato a tavola, abbia toccato cibo; certo acqua non ne ha bevuta (ed era la massima autorità nel settore), si sentirà già molto in difficoltà in quelle che deve navigare da qui ai prossimi cinque anni, se resiste.  E lui, il Governatore, sorrideva e pontificava, snocciolando progetti e terapie per la democrazia abruzzese, che l’ha fatto stravincere con il 47% dei voti, quando il rottamatore si gonfia per un… infimo 40,8%.

L’incubo di annegare

 

Lo sguardo della massima autorità delle acque ci è sembrato ad un certo punto perso decisamente; era già nelle procelle della diga di sbarramento di Scafa, inseguito dall’arsenico, dal piombo  & c. della discarica più grande d’Europa, con l’incubo di dover con la bacchetta magica riconsegnare, a mandato finito, un fiume dalle acque chiare, fresche e dolci come quelle nelle quali si bagnava la donna del poeta. Ma se lo poteva aspettare: cinque minuti prima proprio D’Alfonso, parlando con l’interlocutore sulmonese, aveva detto di sé che tesseva le lodi della bella Sulmona “da buon democristiano”. Ora, volpino o volpone, sempre democristiano si proclama; e dunque, se un capro espiatorio deve trovare, lo prende dal più vicino a tavola. Per la prima volta, in verità, sappiamo in anticipo chi sarà l’”autorità massima delle acque regionali” ; un certo passo avanti è stato fatto, se finora, nelle precedenti legislature, non si è mai saputo a priori a chi si dovesse fare l’esame per lo stato dei fiumi dal Tronto al Trigno.

La questione è un’altra: troviamo che sia una specie di trappola mortale fare queste presentazioni d’emblèe  e intanto seguitare a inondare gli abruzzesi di torrenziali parole sul corso nuovo degli eventi e degli assessorati, farli navigare senza approdo alcuno con le cifre di bilancio, imporre loro docce scozzesi tra l’incubo di chiudere l’aeroporto di Pescara, strategico per tutta l’economia regionale e il collegamento L’Aquila-Pescara in treno in un’ora: bisogna vedere chi sarà l’”autorità massima del treno nella regione” e quando D’Alfonso lo presenterà ad un altro presidente per rifilargli questo siluro.

Chissà se questo stoico magistrato delle acque avrà cuore di tornare a pranzo a Sulmona…