IL “RITRATTO” CHE UNIVA PATINI E SERAFINI

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18 MAGGIO 2012 – Ancora lui, Panfilo Serafini, il patriota che generosamente si dedicò al progetto del Risorgimento a Sulmona, subendo devastanti condanne penali; ma ancora lui, Teofilo Patini, il pittore di Castel di Sangro (ma di tutto l’Abruzzo, in verità) della prima, grande questione sociale dell’Italia, cioè del disagio delle classi agricole e della loro disperata ricerca della sopravvivenza.

Erano due “gemelli” nella Sulmona della seconda metà dell’Ottocento; e li riscoprirà in questa loro vicinanza Anna Rita Glisenti, funzionaria e storica dell’arte della Soprintendenza per i Beni storici, artistici e etnoantropologici dell’Abruzzo. L’iniziativa è dell’Archeoclub.

C’è un tratto di unione: il quadro che il Patini fede del Serafini. Fiero, severo, elegante, il sulmonese sembra quasi indifferente a tutto quello che lo aspetterà fino ad una prematura morte negli stenti. Un bel collegamento per rivivere il testamento congiunto dei due.

“La vita e l’arte di Teofilo Patini nel ritratto di Panfilo Serafini” – Venerdì 25 maggio  ore 17,30 Monastero di Santa Chiara. Sulla vicenda processuale del Serafini:”Bufera dei processi: pagarono i tipografi” nella Sezione “150 anni” di questo sito.

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