INTERROGAZIONE ALL’AMBIENTE E ALLO SVILUPPO ECONOMICO SULLA CENTRALE A COMPRESSIONE
8 NOVEMBRE 2013 – Il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Gianni Melilla ha presentato una interrogazione al Ministro per l’Ambiente e a quello dello Sviluppo economico affinchè si adoperino perchè siano revocati i decreti relativi al metanodotto Rete Adriatica e alla costruzione della Centrale di compressione e spinta della Snam a Sulmona “stante la palese violazione – osserva il parlamentare – delle disposizioni comunitarie e nazionali che impongono la valutazione complessiva degli interventi proposti”. Inoltre Melilla chiede se i ministri vogliano promuovere la revoca dell’”impugnativa da parte del Governo della legge della Regione Abruzzo n 14 del 7 giugno 2013 per l’assoluta irragionevolezza di questa scelta avendo la Regione Abruzzo recepito una prescrizione della commissione nazionale VIA in merito alla necessità di studi sismici di dettaglio, in una zona ad alto rischio sismico come è Sulmona nel quadro della catena montuosa degli Appennini Abruzzesi” e per “fermare ogni procedura autorizzativa in atto e disporre, come peraltro deciso dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati con una risoluzione approvata alla unanimità nel 2011, la modifica del tracciato escludendo la dorsale appenninica. A Sulmona – illustra Melilla ai ministri- la SNAM prevede la costruzione di una centrale di compressione e spinta su una superficie di circa 12 ettari, con 3 turbo compressori alimentati a gas di 11 megawatt termici, un camino alto 14 metri e tre caldaie con camini alti 6,5 metri. Il metanodotto e la Centrale si collocano in un’area ad alto rischio sismico nei pressi della faglia attiva del Monte Morrone. Il sito è incompatibile con il PRG di Sulmona che prevede una zona a verde agricolo escludendo ogni impianto industriale”.






