SCOPPIANO DI RABBIA I CANNONI DI NAVARONE

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Un cannoncino borbonico nella fortezza di Civitella del Tronto

9 NOVEMBRE 2013 – Patrizio Iavarone, direttore di Zac, deve avere un animo sensibile: non si separa mai da Durendal, bel cane ormai un po’ avanti negli anni e forse un po’ sofferente (nella caricatura di Mario Maiorano e nel libro “Piazza Venti”, Accademia degli Agghiacciati, Sulmona, 2009, II volume, pagine 1-351- I due volumi sono in vendita nelle migliori librerie al prezzo di euro 40,00);

lo assiste in ogni momento e non fa come fanno tanti che si liberano di cani e gatti alle prime difficoltà. Deve avergli insegnato le buone maniere e anche ad aspettare in silenzio fuori degli uffici nei quali lui si reca. Insomma buona educazione e buoni sentimenti.

L’incontro con gli umani

Quando, però, Iavarone si imbatte in una contrarietà con gli uomini, perde le staffe e se la prende con tutti; vede rosso dovunque e parte per incornare. Dimentica la misura. Del resto, parlare per anni di Sulmonacinema e poi ritrovarsi un sito che nella “top ten” porta articoli con questi testuali titoli: “Appare nuda sul terrazzo creando scompiglio”; “Litiga con la moglie e si impicca”; “Non è un autoscatto, l’ho fatta io la foto a mio marito”, farebbe infuriare chiunque.

Prendete il caso del Comitato per passare alla provincia di Pescara, istituito domenica scorsa senza chiedere permesso a lui. Non l’ha digerito ed ha applicato la prima pagina delle sue istruzioni per l’uso giornalistico: ignorare l’argomento, fare vedere chi ha la penna dalla parte del manico. Foto, colonne di articoli, “richiami” in prima pagina sono gli spazi che Il Centro e Il Tempo hanno riservato all’avvenimento, perchè non si vedeva da decenni una associazione nata come un fungo per dar modo ai Sulmonesi di parlare del loro destino e dei loro progetti di sviluppo della città, del circondario. Muro di silenzio di Zac e muro di silenzio de “Il Messaggero”, del quale egli è corrispondente. Le istruzioni della prima pagina non hanno funzionato, perchè Patrizio Iavarone crede di essere il direttore di orchestra dei giornalisti di Sulmona: e, insieme al Tempo e al Centro, ha parlato del Comitato anche Ondatv, con un bel servizio di Gaetano Trigilio, lunghe riprese.

Ma anche la seconda pagina delle sue istruzioni per l’uso, quando Patrizio Iavarone l’ha consultata, diceva di mantenersi fedele alla impostazione dei soviet: negare anche l’evidenza e Zac7 online per tutta la settimana non ha messo nelle notizie “brevi” neppure un accenno al Comitato.

Le istruzioni del giornalista combattente

Questa volta non è stato necessario consultare la pagina tre del breviario ad usum Iavaronis: là è prevista la censura, che il nostro aveva già usato contro Claudio Lattanzio per rimuovere dal sito una notizia scomoda, che poteva dare problemi ad un amico. Solo che poi Il Tempo e Il Centro sono tornati sull’argomento del Comitato più di una volta: e con loro hanno preso posizione vari politici, ha detto la sua pure il sindaco (nella foto un cannoncino borbonico). Insomma è diventato l’argomento del giorno e forse lo sarà per un po’, visto che la gente non vede l’ora che a Sulmona se ne parli. In effetti, è dura la censura, come direbbe il poeta. Dall’America addirittura i Sulmonesi si sono fatti sentire, con la solidarietà da un grande punto di aggregazione a North End nel cuore di Boston. Con le coloriture tipiche dei social network hanno finito per interessarsi del trasferimento nella provincia di Pescara un po’ tutti e, vuoi perchè è un dispetto a L’Aquila (il che ha fatto sempre gola ai Sulmonesi) vuoi perchè è l’unico modo di uscire da un contesto territoriale che sta opprimendo questa città da vari decenni, la “voglia di mare” (come l’ha argutamente definita Il Tempo) ha preso la stragrande maggioranza.

Invece di andare a riconsegnare la tessera all’Ordine dei Giornalisti, Iavarone ha armato i suoi cannoni ed ha mirato forte verso di noi, che della idea siamo stati gli artefici, gli ultimi in ordine di tempo almeno. Ha messo la palla di ferro più grossa, una specie di parola magica, che si chiama “amicizia”, con Fabio Federico, ex sindaco. Questa nell’intento del gran censore avrebbe avuto l’effetto dirompente. Amico e addirittura avvocato di Fabio Federico vuol dire il male assoluto: che c’è da dire di più, secondo la quarta pagina delle istruzioni per l’uso del perfetto combattente del giornalismo? La sinistra, alla quale Iavarone si vanta di appartenere, per venti anni ha pensato che dicendo “berlusconiano” a qualcuno significava dire tutto; ha provato ad applicare l’epiteto “federiciano” per sistemare nel ghetto il malcapitato, lui e tutta la propensione dei Sulmonesi per Pescara. Invece di fare un sondaggio per capire perchè e per come un Comitato per Pescara possa nascere dalla sera alla mattina ed allargarsi di giorno in giorno, il Patrizio arma i cannoni di Navarone e vuole distruggere la realtà, giammai interpretarla. Ma con quello che ha scritto nel suo editoriale (postato ieri con la data del 9 novembre; la verità neanche una volta, eh?) sembra aver imitato i pacentrani che puntarono su Sulmona una colubrina per raderla al suolo (come riferiamo in “Il cielo sotto Celestino” nella sezione SOCIETA’ di questo sito) ed erano così inferociti che misero tanta polvere da sparo da provocare una esplosione del cannoncino, con successivo incendio spaventoso e parziale distruzione del loro castello. Ma si consolarono dicendo: “Se ha fatto tutti questi danni qua, figuriamoci a Sulmona…”.

Si è accecato di rabbia nel vedere quale effetto abbia avuto il Comitato e, nel prendere atto che seppure lui non scriveva un rigo, l’attesa per le nuove iniziative stava crescendo, come la richiesta di iscrizioni, è andato disperato a cercare la parola magica “amico di Federico” facendoci il più grande degli onori, se dimostriamo di ricordare di essere amici di una persona dai tempi del Liceo. E, insicuro di ottenere l’effetto di raderci al suolo, ha rincarato, avanzando la tesi che l’iniziativa sia tutta politica in vista delle elezioni regionali, quando proprio nello Statuto abbiamo inserito il divieto per tutti gli esponenti di partiti, eletti in qualsiasi consesso, di far parte del Comitato, che è già e rimarrà di tutti i Sulmonesi.

Bye-bye dal campanile

Ha messo tutta la polvere da sparo che aveva, l’ha pressata trattenendo la bava alla bocca; e caricava, caricava, senza distinguere mira e proporzioni. Ha dato fuoco con un gusto infinito ed ora, come quei pacentrani, starà pensando, annerito dal suo stesso fuoco e disorientato ancora nella coltre di fumo che non si dirada: “Se ho fatto tutti questi danni qui intorno, figuriamoci al Vaschione…”. Immaginiamo che attacco di itterizia si buscherà quando ci vedrà lindi e pinti su Ondatv, dal terrazzo dell’hotel Rojan, parlare di campanilismo senza nessun imbarazzo all’ombra del campanile dell’Annunziata, invitati con garbo ed insistenza dal conduttore perchè del Comitato non si può non parlare secondo l’unica regola (senza istruzioni) del giornalismo, che è quella di trattare gli argomenti che interessano le persone. Le riprese sono fissate per stamane, ma il programma sarà trasmesso dopo e magari sarà pure replicato, ossessivamente per il padrone della colubrina.

Da parte nostra non caricheremo alcun cannone: rispettiamo il padrone per il cane.

V.C.