IL SARDI LUOGOTENENTE DI MURAT

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28 FEBBRAIO 2014 – La dissennata avventura nelle lande desolate della Russia è rimasta come un fantasma nella letteratura ottocentesca francese: e i personaggi folgorati nella loro giovinezza dall’inferno che cercarono di attraversare nella steppa sono tornati spesso nei racconti dei reduci.

Ne parlavano gli sconfitti, gli ex militari ridotti al silenzio e riaffioranti con le loro storie nelle pagine di Honorè de Balzac. Di un personaggio simile, del fascino di una impresa che fu grande, ma anche troppo superba, che fu disumana perchè fondata sul sacrificio di una gioventù generosa, ci parla Mario Marcone, che riferisce di un ritratto a figura intera del “luogotenente di Gioacchino Murat, Ignazio Saverio, reduce della campagna napoleonica in Russia (1812) sullo sfondo della Beresina ghiacciata”(Nella foto l’imponente convento di Santa Caterina con la facciata della Chiesa, antistante il Palazzo Sardi in Via Angeloni).

Questo ritratto “figurava”, precisa Marcone, nella galleria degli antenati dei Sardi, cioè nella sala conferenze del palazzo ove attualmente è ospitata la Comunità montana. Marcone, che è stato bibliotecario della “Comunale” di Sulmona, riferisce anche della presenza, prima a Sulmona e poi nell’ultima abitazione dell’ultimo dei Sardi, a Roma, dei “codici celestini provenienti dalla Badia Morronese, acquisiti al momento della soppressione del monastero.”

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