NON HA MOLTE CHANCE, MA PUO’ INAUGURARE UN METODO
31 GENNAIO 2014 – Il sindaco Giuseppe Ranalli non è disposto a rivedere le designazioni di giunta; tanto meno sarebbe disposto all’ingresso in giunta dell’assessore Milan che gli è stato suggerito da una parte del Pd.
Per questo si dichiara disposto a rassegnare le dimissioni qualora il disimpegno del Pd (annunciato ieri) dovesse essere confermato, come pare verrà confermato al termine di una riunione attualmente in atto nella sede del circolo in Corso Ovidio.
Intanto sulla crisi preme la minoranza, che oggi pomeriggio ha chiesto al presidente del consiglio comunale, Fasciani, la convocazione di un consiglio straordinario per esaminare il quadro politico alla luce della decisione del Pd di tirarsi fuori dalla maggioranza.
Ranalli sta riconquistando un contorno nella fase più critica della politica dalle ultime elezioni. Non lo vediamo messo bene: la determinazione che il Pd ha impresso al diktat non fa prevedere un ripensamento del circolo cittadino sulle nomine in giunta. Ma, almeno, l’attuale sindaco sta tracciando una linea di condotta che ogni sindaco dovrebbe rivendicare, da quando la riforma delle elezioni comunali lo fa votare direttamente dalla cittadinanza. Che possa legare il suo nome ad un metodo che dovrebbe essere la vera applicazione della legge?






