Troppo “sgomenti” i giudici per esaminare le statistiche?

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L’ANM NON RIESCE ANCORA AD INDIVIDUARE QUALI SIANO I TRIBUNALI “MINORI”

31 GENNAIO 2014 – Oltre che “sgomento” e “viva preoccupazione” l’Associazione magistrati, sezione abruzzese, manifesta sbigottimento per la proroga di tre anni ai quattro tribunali abruzzesi “minori”, in particolare per

la “soluzione adottata ed il metodo seguito, caratterizzati dalla mancanza di una sia pur minima interlocuzione in ordine ad una possibile modificazione della situazione generale. Ciò desta sconcerto e mortificazioni e rivela, inoltre, assenza di sensibilità istituzionale”. Il presidente della Anm abruzzese, dott. David Mancini, sottolinea che “La crescente domanda di giustizia che proviene dai territori abruzzesi, ancora di più dopo il sisma, impone di adottare soluzioni organizzative che non possono essere offerte dai tribunali minori. Ciò vale per tutti i tribunali, tra cui Chieti, ma è ancora più evidente per uffici di dimensione distrettuale, come il clamoroso caso dell’ufficio giudiziario di L’Aquila, sede della procura e del tribunale distrettuali”; una stoccata anche all’impegno di chi cerca di tutelare i tribunali minori: “L’ulteriore proroga sarebbe l’ultimo tentativo di preservare interessi localistici ed individuali, frutto di logiche lontane anni luce dall’interesse generale dei cittadini ad avere una giustizia più efficiente e moderna”.

Su quali criteri il dott. Mancini definisce “minori” alcuni tribunali? Sulla base delle statistiche, evidentemente; visto che le ragioni orografiche e quelle di riequilibrio territoriale sono state sempre trascurate perchè si dice che sottendano interessi campanilistici. Allora non ha letto le statistiche che riguardano proprio il 2013 (riportate su questo sito nella sezione GIUSTIZIA: “Il tribunale dell’Aquila sentenzia meno di quello di Sulmona” e “Anche le statistiche salverebbero Sulmona e Avezzano”). Forse questo è il vero “clamoroso caso dell’ufficio giudiziario di L’Aquila”.

Quindi, l’”interesse generale dei cittadini ad avere una giustizia più efficiente e moderna” (per riprendere quello che il dott. Mancini scrive) dovrebbe essere quello di mandare più giudici dove si produce più domanda di giustizia. E se il tribunale di Avezzano chiede il triplo di quello dell’Aquila (giudicando dalle iscrizioni a ruolo), il Presidente dell’Anm, respingendo gli interessi localistici dell’Aquila, dovrebbe auspicare la soppressione di quello dell’Aquila e la conservazione di quello di Avezzano. E se la Corte d’Appello dell’Abruzzo, nell’ “interesse generale dei cittadini ad avere una giustizia più efficiente e moderna” dovrebbe stare a Pescara, perchè il carico delle iscrizioni riguarda per il 90% la zona della costa (comprendendovi anche Teramo che è provincia schiacciata sulla costa, per lo più) il presidente dell’Anm, respingendo gli interessi localistici dell’Aquila, dovrebbe auspicare il trasferimento della Corte dall’Aquila a Pescara. Però su questi aspetti l’Anm d’Abruzzo è forse troppo “sgomenta”, “preoccupata”, “sbigottita” “sconcertata” e “mortificata” per poter prendere la parola e tutelare l’”interesse generale dei cittadini ad avere una giustizia più efficiente e moderna”. Parla quando si tratta di dare il colpo di grazia a tribunali che producono più di quello dell’Aquila. Non è proprio un giudicare sereno, ci sembra.