I giudici hanno più asfalto della Pezzopane

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SI BATTONO PER LA SOPPRESSIONE DEI TRIBUNALI ABRUZZESI: MA TOCCA A LORO FARE LE LEGGI?

31 GENNAIO 2014 – Riferisce l’Ansa che l’Associazione Nazionale Magistrati, sezione abruzzese, ha espresso “preoccupazione” e “sgomento” per l’approvazione, al Senato, dell’emendamento al decreto “mille proroghe” sui tribunali abruzzesi che non hanno sede nei capoluoghi di provincia (quindi Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto) ed ha anche espresso l’auspicio che l’emendamento non “passi” alla Camera dei Deputati. Ad avviso dei magistrati la revisione delle circoscrizioni giudiziarie deve andare avanti.

I magistrati pensino ad applicare le leggi e non si intromettano nella fase di elaborazione ed approvazione delle leggi. Visto che hanno superato un concorso, vadano a rileggersi Montesquieu e siano più rispettosi dei principi dello Stato moderno. Non è bastato loro il disastro che hanno provocato con la soppressione delle Preture, nel 1999? Hanno eliminato, battendo i pugni sul tavolo come adesso, i presidi più validi nel raccordo tra Stato e cittadini: propugnavano la revisione della geografia giudiziaria come condizione essenziale del miglioramento del servizio e non hanno neppure riconosciuto (non sopportano un verdetto superiore?) che eliminare le preture non è servito affatto al miglioramento della funzione giurisdizionale in tutta Italia.

Poi questi signori dell’Anm abruzzese esprimono addirittura “sgomento”, che è uno stato d’animo che potrebbero riservare a quello che accade alla Corte d’Appello dell’Aquila, quando per tre volte viene rinviata l’ultima udienza di cause iscritte nel 2008. Perchè non chiedono la soppressione della Corte d’Appello, visto che non si può aggiustare così com’è? Portiamo tutto a Roma: comprendiamo che potrebbe essere imbarazzante stare molto vicini a magistrati che in Corte di Cassazione fanno miracoli per impedire che i processi cadano in prescrizione (e quasi sempre ci riescono, se la prescrizione dipende dai tempi dell’ultimo grado). Sarebbe anche il caso di riscontrare se in questi magistrati dell’Anm d’Abruzzo si trovino anche quelli che nel settembre 2011 hanno partecipato, senza alzare un sopracciglio, alla inaugurazione-burletta della Corte d’Appello davanti alla stazione, per far dire che la Corte nuova era stata fatta in pochi mesi (cos’era, un falso in inaugurazione pubblica?); e non hanno detto nulla girandosi attorno e vedendo che neanche un tavolo era stato collocato nelle stanze, vuote di computer e di telefoni, di scaffali e di fascicoli. Quel giorno non hanno espresso nessuna “preoccupazione”…

Adesso imbracciano gli attrezzi e asfaltano meglio della sen. Stefania Pezzopane?

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