Imputato Federico, alzatevi!

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11 FEBBRAIO 2012 – Pare che comincerà proprio così l’invito dei giudici a discolparsi della gravissima accusa di aver usato i militari per liberare Sulmona dalla neve. Mentre il generale Inverno si sta ritirando e lascia solo ghiaccioli, la minoranza va a rileggere il

regolamento comunale per sostenere che Federico non poteva ordinare di levare la neve dai tetti, in quanto quella disposizione è stata abrogata l’anno dopo che era stata emessa e se uno riceve un ghiacciolo in testa se lo deve tenere.

Ma il capo di imputazione che inchioderà il sindaco sarà questo affronto all’autodeterminazione della bufera: “I militari a Sulmona, una volta che se ne sono andati, non si debbono richiamare più”, sembra abbiano sibilato gli oppositori sulla carta stampata e sul web. Qualcun altro ha detto che, come nella città universitaria non si deve chiamare la Polizia, così Sulmona non può vivere l’esperienza di Praga nel 1968.

Ma, niente niente, ci stesse un po’ di rabbia che i militari hanno risolto un problema?

Del resto, pare ambientata a Sulmona la storiella del contadino che trova la lampada di Aladino nel suo terreno e, di fronte al genio che gli chiede di esprimere il più grande desiderio, dice, pronto: “Una vacca”. Dopo di che, materializzatosi il quadrupede, per la contentezza il contadino lancia la lampada senza vedere dove va a finire. Il giorno dopo la raccoglie il contadino confinante e, sentendo lo stesso invito del genio, non interpone indugi e va sicuro: “Uccidi la vacca a quello!”