LA CAPITALE DELLA CULTURA E’ ABORTITA PER IL PUNTO NASCITE

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I LUGLIO 2015 – Non parliamo dell’opposizione in Comune, in questa sconcertante vicenda della candidatura di Sulmona a capitale della cultura per il 2017.

Sarà che la proposta pare rechi la firma del presidente del Consiglio Comunale, Casciani (sì, quello che, in quanto a cultura, arriva pure tardi ai concerti e si va a sedere in prima fila stupefacendo il direttore d’orchestra) e che, quindi, si prestava a rivendicazioni di paternità (perché così si ragiona in una città a 70 chilometri di strada da L’Aquila, ma ad anni luce dagli Aquilani che combattono per la loro terra uno per tutti e tutti per uno, anche se quell’uno è Massimo Cialente). Impegnata a fare la battaglia sui punti-nascita, che sono stati cancellati prima di tutti da Chiodi & Co. ( quando era presidente di giunta; tanto è vero, poi, che questo campione si è astenuto dal voto sulla mozione proposta da Gerosolimo), Forza Italia non ha detto niente sull’osceno silenzio di Giuseppe Ranalli alla richiesta del “Comitato” per avere il teatro e gridare all’Italia che il 2017 è anno tutto nostro, come Quintiliano diceva della satira. Paola Pelino, che ha fatto interrogazioni parlamentari sulle amenità più banali, non ha speso una parola su questo passaggio cruciale per la città. Si è eclissata come la Pezzopane, senza neanche il motivo di ristoro della Pezzopane. Sbic, che pure mantiene alta la fronte e l’asticella, si va disperdendo a fare allestimenti a metà tra la politica e il teatro fine a se stesso; e comunque non parla di questo scandalo.

Un dubbio sorge spontaneo: che siano tutti rimbambiti a leggere i social network e non si accorgano neanche di che tempo (e di che intemperie) è fatto il cielo sopra Sulmona?

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