LA CAPPELLA MAZARA PRENDE IL BUS DEL PIANO DI RIPRESA

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CIRCA MEZZO MILIONE (NON BASTERA’) PER IL RESTAURO, MA ALMENO SI EVITERA’ L’ULTERIORE DEGRADO

19 MARZO 2026 – La sfavillante cappella cimiteriale “Barone Mazara” coglie il Pnrr per avviarsi sulla via di un restauro più volte annunciato, più volte progettato, ma sempre rinviato, al punto che ormai è decaduta a lugubre cava di materiali (prima e dopo la rimozione della preziosa inferriata che la circondava). Il finanziamento complessivo è di 600mila euro, con lavori per 405mila euro circa. Non è la cifra che consentirà al monumento di tornare quello che era, ma si eviterà, quanto meno, l’ulteriore degrado e si potrà togliere quell’osceno tavolame che l’opprime. “Rup” è l’architetto Paola D’Andrea.

Il fascino dei Sulmonesi per quelle sontuose colonne, il ferro battuto che riprende i motivi cimiteriali, la sobrietà dello stile che si coniuga con la raffinatezza del materiali, aveva portato a considerare la destinazione a “pantheon” delle persone illustri, vissute a Sulmona, oppure da Sulmona partite per raggiungere la celebrità (primo tra tutti: Publio Ovidio Nasone). Ma, anche se questo non fosse possibile, la più bella cappella del cimitero potrebbe servire da scenario per una recita di “‘A livella” di Totò, a proposito dela fugacità della “gloria mundi”.

Nella foto del titolo ed in quella in basso la cappella quando era ancora dotata della incantevole inferriata

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