La chiusura dei tribunali fu idea di Berlusconi e Bersani, non di Monti

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E’ FUORVIANTE PENSARE CHE I POLITICI NON ABBIANO RESPONSABILITA’

7 GIUGNO 2012 – Nella sua veste di avvocato, Teresa Nannarone è intervenuta alla recente assemblea dell’ordine forense convocata all’ora-zero della soppressione dei tribunali; nella sua veste di

politico, Teresa Nannarone ha rivendicato soprattutto l’onere dei partiti di dare una risposta alle istanze di conservazione dei tribunali cosiddetti minori.

L’impostazione di questo intervento non va sottovalutata, perchè, per esempio, ora si blatera molto sulla spietatezza con la quale il governo dei tecnici vuole la soppressione dei tribunali e si trascura che a votare questa legge è stato circa un anno fa il governo Berlusconi, sostenuto (curiosa coincidenza) dal PD e dall’UDC, in quello che qualche tempo fa si sarebbe chiamato compromesso storico tra maggioranza e opposizione. Sono stati i partiti a volere la drastica e irrazionale soppressione di uffici di primaria importanza, perchè hanno preferito che su questa area di servizi pubblici si abbattesse la scure onde preservare le aree degli sprechi. Berlusconi, Bersani, Casini, Bossi, Rutelli, Fini considerano ancora non intaccabile il fiume di denaro che si spreca per garantire i “costi della politica” e vogliono ridurre il numero di tribunali, stroncando i meccanismi della giustizia, per l’ovvia considerazione che la giurisdizione non produce consenso elettoralmente valido.

Perchè andare a piangere da Beppe Grillo?

Sotto questo profilo non è giusto e non è neppure produttivo rivolgersi a canali che siano diversi da quelli riconducibili ai veri responsabili dei tagli alla giustizia, fatti per conservare una ripartizione giudiziaria legata alla divisione del territorio per province, così da avere un tribunale a Chieti ed uno a 15 chilometri a Pescara; un tribunale a Firenze ed uno a 10 chilometri a Prato, e via di questo passo.

Che senso ha adesso andare a piangere a Beppe Grillo solo perchè è stato l’ultimo ad occuparsi nel suo blog della soppressione dei tribunali ed è l’unico a riscuotere interesse dell’opinione pubblica in Italia? Che senso ha adesso invitare il capo del governo o il ministro della giustizia a rimeditare una scelta che non è loro, se al tempo stesso proprio i politici sopra nominati concordano ogni ora sui provvedimenti che debbono essere approvati per lasciare in vita il governo, traballante e privo di una sua maggioranza? Crediamo ancora che la finta indignazione di qualche parlamentare del Pdl o del Pd possa servire a cambiare la lista dei tribunali da cancellare?

Chi disegna i bersagli per gli ingenui?

La “fuga dalla politica” la realizzano coloro che pensano sia solo questione fra tecnici quella che si presenta in questi giorni di convulse trattative per i “tagli” alla spesa pubblica. L’”antipolitica” è di coloro che pretendono di convincere gli elettori che i sacrifici sono imposti da un governo di marziani venuti a salvare l’Italia per poi rientrare nei ranghi delle rispettive attività professionali e qualcuno con l’aggiunta di un laticlavio a vita. Chi ha votato quella legge della riforma delle circoscrizioni giudiziarie non si è dimesso da parlamentare e dovrà rispondere all’elettorato tra un anno: è ridicolo pensare di disegnare altri bersagli per gli ingenui.