LA CRISI DI SULMONA E’ PIU’ CUPA DI CUPELLO

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“PER TROPPO TEMPO SONO ARRIVATI RIFIUTI DA FUORI REGIONE” E NON SONO CALCOLATI QUELLI DELL’AQUILA

23 OTTOBRE 2019 – La discarica di Cupello vive la sua crisi profonda “perché per troppo tempo ha ricevuto i rifiuti di fuori regione”.

Non è un “fake new”, ma è quanto sostiene la Procura di Vasto, secondo le informazioni diffuse oggi dal TG3 Regione. Il fabbisogno dei Comuni del comprensorio per il quale l’impianto di Cupello fu progettato è di 30.000 tonnellate l’anno; quindi per circa altri dieci anni non dovrebbero presentarsi problemi per lo smaltimento di quei Comuni. Ma interviene la variabile non prevista del conferimento da fuori regione: né più, né meno quello che si potrebbe dire per la discarica e l’impianto di Sulmona (quello di Noce Mattei, cioè), con in più la variabile non prevista, eppure aggiunta dalla dissennata amministrazione del COGESA, che ha allargando il bacino di utenza fino a comprendere il Comune dell’Aquila.

E c’è un’altra differenza che distingue la crisi della discarica di Cupello rispetto a Sulmona: che a Cupello le forze politiche sono fermamente determinate ad evitare la costruzione di un altro invaso per ricevere altri rifiuti, mentre a Sulmona questa ipotesi non solo non è scartata, quanto addirittura è prevista come imminente e come risolutrice dei problemi di sopravvivenza dello stesso COGESA. E’ questa la vera emergenza del territorio, che non è data dalla necessità di smaltire i rifiuti, quanto dalle alchimie alle quali il Cogesa si riduce pur di fatturare sempre di più. Ne hanno preso consapevolezza molti sindaci; e ne ha preso consapevolezza il Partito Democratico che, con un documento dei rappresentanti del Centro-Abruzzo, ha chiesto le dimissioni dell’ “amministratore quaranta like e basta compresa la moglie”, Vincenzo Margiotta, per le obiettive incapacità e bizze che sono state più volte segnalate su queste colonne. Essendo ormai diventata una questione politica, purtroppo, il confronto continua a svolgersi sul terreno della contrapposizione delle rispettive forze, tra maggioranza e minoranza, al di là dei risultati tecnici e amministrativi, che meriterebbero una bocciatura ben più severa. La valutazione parta quanto meno dalla oggettiva inidoneità ad intervenire sui miasmi pestiferi provenienti dall’impianto, segno che i progetti di espansione e di moltiplicazione del fatturato non hanno fatto i conti sui limiti determinati dall’ambiente e dalla tutela delle condizioni di vita degli abitanti.

A Cupello, inoltre, gli amministratori vogliono vigilare sui risultati che ha fornito l’ARTA e che non hanno convinto, mentre a Sulmona l’amministratore unico nel suo genere, Vincenzo Margiotta, sbandiera i resoconti di analisi effettuate non nell’arco dell’intera giornata e dell’intera settimana e per giunta con ampio preavviso. A Cupello amministratori e rappresentanti di associazioni chiedono la collocazione di sistemi di rilevamento (“nasi elettronici”) che consentano di monitorare i flussi dell’aria in modo da rappresentare un quadro quanto più realistico; a Sulmona si va a lume di naso, e neanche elettronico.

Nella foto del titolo: una centralina di rilevamento dell’aria

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